Il 2023 ha visto un notevole ritorno dei risparmiatori nel settore dei titoli di Stato con grande impatto. È innegabile che i rendimenti proposti siano stati allettanti anche per investimenti a breve termine, portando soddisfazione a coloro che preferiscono il reddito fisso. Tuttavia, a partire dalla metà di ottobre, i potenziali profitti si sono gradualmente ridimensionati a causa del robusto recupero dei prezzi dei bond sul mercato secondario. Questo sviluppo ha favorito gli speculatori nei bond (spesso con aumenti dei prezzi a due cifre), ma ha portato meno benefici a coloro che preferiscono investimenti più sicuri.
Ad esempio, quanto si potrebbe ottenere complessivamente da un BTP con un rendimento del 3,50% fino all'inizio del 2030? I rendimenti delle obbligazioni variano nel tempo a seconda di vari fattori:
Analizziamo un BTP emesso il 1° marzo 2014 e che giunge alla scadenza il 2030 (rimanendo quindi un residuo di circa 6,11 anni). Questo titolo è identificato dal codice ISIN IT0005024234 e offre un tasso di interesse annuo lordo del 3,50%, corrispondente al 3,0625% netto. È importante ricordare che, oltre alla ritenuta del 12,50%, occorre considerare l'imposta di bollo e eventuali costi bancari, come ad esempio il dossier titoli.
Attualmente, il bond ha un prezzo di 101,52 centesimi (con un credito d'imposta del 0,19%), quindi il rendimento effettivo netto annuo alla scadenza si aggira intorno al 2,82%. In altre parole, investendo oggi 10.000 €, si otterrebbero circa 260 € all'anno netti delle spese fiscali.
Dal punto di vista complessivo, ovvero dal momento attuale fino al 1° marzo 2030, qual è il rendimento complessivo di questo strumento? Il rendimento totale sarebbe approssimativamente del 17,35% al netto solamente della ritenuta. Tale percentuale scende a circa il 16% se si considerano anche tutte le altre spese.