Un'opportunità per mandare un messaggio ai prefetti d'Italia e ai Consiglieri di Prefettura di nuova nomina, attualmente impegnati nel Corso di formazione: questo l'intento di Sergio Mattarella nell'incontro di questa mattina al Quirinale.
Al fianco del Capo dello Stato era presente anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Il presidente della Repubblica si è rivolto a uomini e donne che iniziano la carriera prefettizia: un ruolo che, ha spiegato, "è il frutto di 75 anni di Costituzione".
La tradizione prefettizia, ha sottolineato Mattarella, ha il ruolo di fare da "elemento di raccordo e anche momento di ascolto delle istanze delle periferie verso il centro".
Inevitabile il cenno al "contesto nel quale ci troviamo ad agire", un quadro delicato che rende "particolarmente impegnativi" i compiti dei prefetti.
In una situazione del genere l'apporto dei prefetti è da intendersi, "per definizione", come l'esercizio di "presidi di legalità". Questi ultimi sono chiamati a "passare dalla cultura dell'emergenza alla capacità di affrontare i nodi alla base dei fenomeni, con scelte coraggiose a tutela anzitutto della vita e del futuro dei cittadini e delle comunità".
Sismi, alluvioni e "disastri di varia natura", ha sottolineato Mattarella, "ci affliggono con una frequenza che ha portato a definire protocolli e modelli di intervento collaudati, oltre che a sollecitare politiche non solo di mitigazione, bensì di prevenzione dei fenomeni infausti e dolorosi che si ripetono".
A tal proposito i prefetti, descritti come "organi dello Stato a 'geometria variabile'", sono dotati di una "vocazione all'adattamento e alla presa in carico di sfide e missioni che si presentano di volta in volta". Anche in questo nostro tempo, non sono mancate le "emergenze".
Il presidente conclude ponendo l'accento sull' "evidente ruolo di 'prossimità' dei prefetti nelle comunità locali", emerso "evidente" ancora una volta negli ultimi tempi.