Con 30 anni di contributi, quanto si prende di pensione? Risponde a questa domanda è un'impresa complessa poiché tutto dipende dal reddito accumulato durante questo periodo. Inoltre, il sistema di calcolo utilizzato per convertire gli anni di contributi in una pensione può variare significativamente. Un approccio è basato sul sistema retributivo, mentre un altro è legato al sistema contributivo, che sebbene meno favorevole per il pensionato, è più sostenibile per le finanze pubbliche.
Andare in pensione dopo 30 anni di contributi potrebbe rappresentare un modo per garantirsi un reddito mensile adeguato alle necessità finanziarie. Tuttavia, è essenziale sottolineare che questa non è l'unica variabile determinante per stabilire l'entità della pensione. Infatti, sia per il calcolo basato sulla retribuzione che su quello contributivo, i salari percepiti durante il periodo di contribuzione svolgono un ruolo cruciale.
Un fatto certo è che chi si ritira nel 2023 con 30 anni di contributi verrà sottoposto a un calcolo ibrido. Questo perché la transizione dal sistema retributivo a quello contributivo è avvenuta il 1° gennaio 1996. Di conseguenza:
Ciò significa che saranno applicati due diversi sistemi di calcolo:
Le due quote vengono poi sommate per determinare l'importo finale della pensione.
Per quanto riguarda il calcolo nel sistema retributivo, la pensione viene determinata facendo una media delle ultime retribuzioni percepite dal lavoratore nei anni che precedono il pensionamento e assegnando una percentuale specifica (solitamente il 2%) per ogni anno di lavoro nel sistema retributivo.
Per esempio, con 15 anni di contributi nel sistema retributivo, spetta il 30% della retribuzione media degli ultimi anni di lavoro, mentre con 10 anni si avrebbe diritto al 20%.