Esistono situazioni in cui gli eredi del defunto, residente in Italia, non risiedono nel territorio italiano e non posseggono un codice fiscale italiano. L’Agenzia delle Entrate, in tal merito, ha fornito chiarimenti e indicazioni dettagliate su come gestire tale circostanza nel contesto della dichiarazione di successione per eredi all’estero, seguendo le linee guida incluse nella risposta all’interpello n. 407.
In merito alla successione ereditaria, emerge un caso particolare, in cui il defunto, un cittadino italiano residente in Italia, lascia come eredi individui non residenti nel paese. Questi eredi, che risiedono all'estero e non possiedono un codice fiscale italiano, devono comunque adempiere agli obblighi relativi alla dichiarazione di successione.
Il caso specifico presentato all’Agenzia delle Entrate coinvolge la successione di un cittadino italiano defunto nel 2021, i cui eredi erano tutti residenti all’estero. Questi ultimi, privi di cittadinanza italiana, mai residenti o domiciliati in Italia, e senza un codice fiscale italiano, fatta eccezione per uno di loro, si sono trovati di fronte alla difficoltà di presentare la dichiarazione di successione.
La sfida presentata in questo caso è dovuta all'impossibilità di completare la procedura di dichiarazione di successione telematica a causa dell'assenza dei codici fiscali degli eredi. L'errore bloccante che ne risulta ha spinto uno degli eredi, titolare di un codice fiscale italiano, a cercare assistenza presso l'Agenzia delle Entrate.
L'Agenzia delle Entrate, rispondendo all'interpello, ha sottolineato che, in base ai principi di territorialità dell’imposta di successione, l’imposta è dovuta sia sui beni esistenti in Italia che all’estero, se il defunto era residente in Italia al momento della sua morte. Di conseguenza, gli eredi e i legatari, indipendentemente dal loro luogo di residenza fiscale, devono presentare la dichiarazione di successione e pagare l’imposta se dovuta.
Tuttavia, non è necessario che tutti gli eredi presentino la dichiarazione di successione. Basta che sia presentata da un solo erede per non considerarla omessa. Gli eredi residenti all'estero, se non possono presentarla telematicamente per ragioni oggettivi, possono eccezionalmente presentarla in forma cartacea.
Infatti, nella Risposta dell’AdE, si legge testualmente:
Per gli eredi residenti all'estero senza un codice fiscale italiano, l’Agenzia delle Entrate fornisce istruzioni specifiche. Al posto del codice fiscale mancante, devono essere indicati nome, cognome, luogo e data di nascita, e domicilio estero.
Chiarisce l’Agenzia delle Entrate:
Queste indicazioni seguono le linee guida già date dalla Risoluzione n. 5 del 14 febbraio 2023, relativa alla registrazione di contratti di locazione da parte di soggetti senza codice fiscale.
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La dichiarazione di successione è un documento che deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate. Questo adempimento non è sempre obbligatorio. Se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, e l’attivo ereditario non supera i 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, non c'è obbligo di presentare la dichiarazione di successione.
Nel caso in cui l’asse ereditario includa un immobile, la dichiarazione di successione diventa un adempimento obbligatorio, e si deve procedere anche con le volture catastali. La dichiarazione deve essere presentata da uno degli eredi entro 12 mesi dalla data del decesso. La presentazione avviene in modalità telematica e permette di effettuare contestualmente anche le volture catastali.