Cedolare secca: la riforma fiscale che è stata preparata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) prevede la possibilità di estensione della scelta della cedolare secca anche per gli immobili non abitativi.
La riforma del regime è prevista per tutte le differenti categorie di reddito IRPEF, ovvero:
L'obiettivo che si prefissa di raggiungere la riforma del Fisco a tal proposito è quello di razionalizzare e di semplificare il sistema attuale.
Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, si è dichiarato entusiasta della nuova previsione normativa che sarà applicata alla disciplina della cedolare secca e alla sua estensione anche per gli affitti non abitativi.
In particolare, ecco quali sono state le dichiarazioni che sono state rilasciate dal presidente di Confedilizia Testa in merito alle prime indicazioni sui contenuti della legge delega di riforma del Fisco:
Ma che cos'è la cedolare secca? Qui di seguito tutto ciò che la riguarda: come funziona, chi può sceglierla, quanto si paga e come si ottiene.
La cedolare secca non è altro che un regime facoltativo che prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali per quanto riguarda la parte che deriva dal reddito dell'immobile.
Scegliendo questa tipologia di regime negli affitti si ha la possibilità di ottenere l'esenzione dal versamento delle seguenti imposte, che solitamente sono dovute in caso di registrazioni, risoluzioni o proroghe dei contratti di locazione, ovvero:
Aderendo al regime della cedolare secca non si avrà la facoltà di chiedere, per tutta la durata dell'opzione, l'aggiornamento del canone di locazione, anche se quest'ultimo è previsto esplicitamente all'interno del contratto.
In merito a questa mancata possibilità di richiedere l'aggiornamento del canone, non risulta possibile neanche chiedere, dunque, la variazione accertata dall'ISTAT dell'Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell'anno precedente.
La cedolare secca può essere esercitata da tutte le persone fisiche che sono titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento (es. usufrutto) sull'immobile che concedono in locazione ad uso abitativo.
Sono, dunque, esclusi dalla possibilità di aderire al regime i soggetti che affittano l'immobile nell'esercizio di attività di impresa o di arti e professioni (anche se questa possibilità sarà introdotta grazie alla riforma fiscale).
Può esercitale tale opzione anche chi stipula un contratto di locazione breve, ovvero un contratto di durata non superiore a 30 giorni, che viene stipulato da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività di impresa.
A partire dall'anno 2021 è stato posto un limite in tal senso, che prevede la possibilità di stipulare fino ad un massimo di 4 contratti di locazione brevi, oltre i quali l'attività viene considerata come svolta in forma imprenditoriale.
La scelta della cedolare secca prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva pari a:
L'opzione per il regime della cedolare secca può essere esercitata: