Revenge porn fra coniugi. O ex. Diffonde foto hard della moglie attraverso WhatsApp: prima le inoltra al figlio per denigrarla e poi si spinge al punto di mostrarle ai giudici che si stavano occupando del procedimento di separazione legale per provare a danneggiarla. Adesso l’uomo rischia grosso.

Revenge porn nella separazione

Per un cinquantaduenne, adesso, si profila il rischio di un processo per l’accusa di revenge porn ovvero “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”. I fatti al centro della vicenda giudiziaria sono accaduti il 15 febbraio dell’anno scorso. L’imputato, secondo la ricostruzione dell’episodio, aveva ricevuto da un’amica le foto della moglie dal contenuto sessualmente esplicito. La donna, in particolare, sarebbe stata immortalata in biancheria intima e in pose sessualmente inequivocabili. Le foto, secondo l’accusa, erano destinate a restare private e, invece, sarebbero state diffuse illecitamente senza il consenso dell’interessata. In particolare sarebbero state inviate via whatsapp all’utenza del figlio “al fine – è l’atto di accusa – di denigrare la donna nel suo ruolo materno”. Ma non solo: le stesse foto sarebbero state poi fatte vedere ai giudici che si dovevano trattare il loro procedimento di separazione. Le foto, in particolare, sarebbero state allegate nella comparsa di costituzione e risposta e in una successiva memoria allegata al fascicolo. L’accusa di revenge porn è aggravata “dall’avere commesso il fatto ai danni della coniuge”. Il reato è punito dall’articolo 612 del codice penale.

L’uomo davanti al gup

Il pubblico ministero Maria Barbara Grazia Cifalinò ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo in seguito alle denunce dell’ex moglie. L’udienza preliminare per decidere sulla richiesta della procura, rinviata preliminarmente un paio di volte, si terrà davanti al giudice Stefano Zammuto. La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Ninni Giardina, in alternativa al dibattimento potrà scegliere il giudizio abbreviato o il patteggiamento: in entrambi i casi la pena è ridotta di un terzo.

Da Tiziana Cantone alla politica, i casi crescono

Nel 2016 il caso più noto è quello della 31enne Tiziana Cantone, che fu trovata senza vita e con un foulard al collo al collo, a casa della madre, e fin da subito le indagini avevano concluso che si fosse trattato di un suicidio, a causa della diffusione in rete di alcuni filmati intimi che ritraevano la donna e che erano stati divulgati a sua insaputa. Nel 2010 anche la showgirl Belen Rodriguez fu protagonista di un video che la ritraeva in un atto sessuale con un suo precedente partner. Nel 2017 toccò a Diletta Leotta, che vide condivise a livello mondiale sue foto private mentre era uno dei volti di punta di Sky. Ma anche nella vita di tutti i giorni, in particolare i giovanissimi, stanno andando incontro a casistiche sempre più frequenti. E, di mezzo, ci finisce il sexting.