Tutti a scrutare le nuvole, nella speranza che non si scatenino pioggia e vento, come è successo giovedì notte: il sole ha concesso una sola giornata di tregua, all’indomani dell’alluvione, perché l’allerta meteo valido per tutta la giornata di sabato è un pessimo segnale per i soccorritori, che non hanno mai smesso di muoversi tra fango e macerie per salvare le persone trascinate via dalla violenza dell’acqua; è un pessimo segnale per chi continua a liberare case, garage, strade e piazze da una melma che con il passare delle ore è sempre più simile al cemento e difficile da portare via.

Dopo il sopralluogo a Ostra, uno dei comuni più colpiti: “Occorre ripulire, costruire, riavviare le attività e riaprire le scuole”. Ci sono 5 milioni pronti, c’è lo stato di emergenza dichiarato, si sono mosse le banche per finanziamenti a tasso agevolato; lunedì sarà ad Ancona il presidente di Unioncamere Andrea Prete: parteciperà alla giunta straordinaria della camera di commercio regionale, convocata con urgenza per fissare “gli interventi più ponderati da realizzare a beneficio del tessuto imprenditoriale colpito da questa ennesima calamità”.

Piove nell’area di Senigallia, in provincia di Ancona, dove i corpi senza vita recuperati finora sono 11: l’ultimo questa mattina, a Serra de’ Conti, un uomo di 47 anni, la cui auto era stata ritrovata vuota nell’alveo del fiume Misa; sono ancora due i dispersi: una mamma di 56 anni e un bimbo di 8.

Marche alluvione. Le ricerche

Minaccia pioggia a Cantiano, nell’alto Pesarese, dove tutto è iniziato, giovedì pomeriggio: il paese è visibilmente ferito, qualcuno ha la casa danneggiata, ma tra i duemila abitanti non ci sono stati né morti, né feriti.

Sabato e domenica sono giornate di lutto regionale nelle Marche. Le bandiere a mezz’asta a Palazzo Raffaello hanno accolto di buon’ora i partecipanti al vertice che ha fatto il punto della situazione a un giorno e mezzo dal disastro: c’erano anche i sindaci, collegati in videoconferenza.

Sarà la procura di Ancona ad accertare le eventuali responsabilità: da venerdì è aperto un fascicolo contro ignoti nel quale si ipotizzano i reati di inondazione e omicidio colposi.

“Le esondazioni e gli allagamenti si sarebbero potuti comunque mitigare con un adeguato lavoro di prevenzione”: quello di Piero Farabollini, presidente dei geologi delle Marche, è un richiamo ai temi del cambiamento climatico e della messa in sicurezza dei territori, finora poco dibattuti nella elettorale.