Riccardo Orsolini sta vivendo un momento d'oro con la maglia del Bologna, è innegabile: dopo un febbraio segnato dall'infortunio pesante subito contro il Borussia Dortmund in Champions League, l'esterno offensivo si è rialzato con prestazioni di altissimo livello e ha dimostrato che il salto di qualità potrebbe portarlo lontano. Marzo è stato un crescendo di successi, con quattro gol nelle ultime quattro partite di campionato, portando il suo bottino stagionale a 11 reti in Serie A e 12 considerando anche la Coppa Italia. Particolarmente significative le sue marcature decisive contro Cagliari, Lazio e Venezia, che hanno contribuito a consolidare il Bologna nelle posizioni di vertice della classifica. Con il suo rendimento, Orsolini ha acceso il dibattito su una sua possibile convocazione in Nazionale, soprattutto in vista delle qualificazioni ai Mondiali del 2026.
Il c.t. Luciano Spalletti non lo ha ancora preso in considerazione, ma la sua esclusione inizia a destare perplessità. In un contesto in cui l'Italia fatica a trovare attaccanti prolifici, un giocatore come Orsolini potrebbe rappresentare un valore aggiunto, soprattutto per la sua capacità di incidere nei momenti decisivi.
Analizzando i numeri, diventa difficile ignorare l'impatto di Orsolini nel calcio italiano. Dal 2018, anno in cui è arrivato a Bologna, l'esterno marchigiano ha collezionato 61 reti in campionato, un bottino che lo pone tra gli attaccanti più prolifici d'Italia. Nelle ultime tre stagioni, con 32 gol complessivi in Serie A, Orsolini è uno dei migliori marcatori italiani nel torneo. Nessun altro esterno offensivo con passaporto italiano ha garantito questa continuità realizzativa negli ultimi anni.
Se guardiamo al contesto italiano, la situazione è ancora più lampante: l'Italia fatica a trovare interpreti offensivi continui sotto porta, con Immobile e Scamacca che non sempre garantiscono affidabilità nelle realizzazioni. Orsolini, inoltre, ha un'arma in più rispetto ad altri giocatori: la sua duttilità tattica. Può giocare da ala destra nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1, ma si adatta bene anche a un 4-4-2 più equilibrato. Questo gli permetterebbe di inserirsi in diversi moduli senza stravolgere gli equilibri tattici della Nazionale.
L'ultima vittoria del Bologna contro il Venezia è stata decisa proprio dal numero 7 rossoblù, autore di un gol spettacolare che ha regalato tre punti preziosi alla squadra di Vincenzo Italiano. Una rete-capolavoro, nata da un gesto tecnico istintivo e preciso, che ha strappato applausi anche dai tifosi avversari. È nato tutto da un assist perfetto di Cambiaghi dalla fascia sinistra: un cross pennellato messo direttamente sui piedi del numero 7, che dalla fascia destra si è inserito perfettamente colpendo la sfera al volo e insaccandola all'incrocio dei pali.
La leadership di Orsolini si manifesta poi soprattutto nei momenti chiave: è spesso lui a prendersi la responsabilità nei rigori, nelle punizioni e nelle giocate decisive. Questo lo rende un giocatore dal carattere forte, pronto a mettersi in gioco anche nei palcoscenici più importanti.
La domanda che sorge spontanea è: perché Spalletti continua a ignorare Orsolini? La Nazionale italiana è alla ricerca di soluzioni offensive efficaci e l'esterno del Bologna rappresenta una risorsa preziosa, soprattutto per la sua continuità realizzativa. Il Bologna, ormai da due anni, non è più una realtà di secondo piano: sta lottando per un piazzamento europeo e ha dimostrato di poter competere con le big del campionato a mani basse.
Con le qualificazioni ai Mondiali 2026 all'orizzonte, Spalletti dovrà presto valutare se continuare a ignorare uno dei migliori attaccanti italiani del momento o concedergli finalmente l'opportunità che merita. Se Orsolini continuerà a segnare con questa costanza, la sua esclusione diventerà sempre più difficile da giustificare. Un talento così non può restare nell'ombra, e il momento di vestirsi d'azzurro potrebbe essere sempre più vicino.