La Commissione Finanze del Senato ha avviato la discussione sulla Rottamazione quinquies o su un nuovo condono fiscale, misure che mirano a ridurre un carico fiscale record di 173 milioni di cartelle esattoriali e un debito complessivo di 1.272 miliardi di euro. Recentemente, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR) ha riaperto la possibilità di aderire alla Rottamazione quater, ma questa soluzione appare insufficiente e non coinvolge in modo efficace oltre 21 milioni di contribuenti.
In questo contesto, la Corte dei Conti ha sottolineato l'importanza di valutare attentamente le misure proposte, evidenziando la necessità di garantire l'efficacia della riscossione fiscale e la sostenibilità del sistema finanziario pubblico.
Nel dibattito emergono due strade principali: la Rottamazione quinquies, che consente una rateizzazione agevolata senza sanzioni, interessi e aggio, e il condono fiscale, che mira a cancellare definitivamente i debiti di difficile esigibilità. Quali sono le reali implicazioni di queste scelte? È necessario fare chiarezza sulle prospettive future della riscossione fiscale.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione non può ignorare i numeri: un magazzino con oltre 1.272,90 miliardi di euro di crediti non ancora riscossi, di cui circa 290 miliardi sono crediti separati, distribuiti in 173 milioni di cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e avvisi di addebito. Un contesto che lascia intravedere la possibilità di un nuovo condono fiscale o della Rottamazione quinques, simbolo inequivocabile della cosiddetta "Pace Fiscale".
All'orizzonte sembrano esserci almeno due misure agevolative, ora più che mai necessarie in un contesto di caro vita crescente e stipendi fermi da anni. La Commissione Finanze del Senato ha avviato un'audizione per valutare possibili soluzioni che permettano di sanare i debiti in forma agevolata, basandosi sul principio della "rateizzazione lunga".
Le famiglie si trovano intrappolate in un circuito di pagamenti, finanziamenti, imposte e tasse che le priva della possibilità di vivere dignitosamente. Il sistema appare inceppato, pronto a crollare come un domino.
La Commissione al Senato sta cercando di evitare un effetto a catena che potrebbe compromettere le finanze pubbliche, cercando di alleggerire il magazzino fiscale dell'Agenzia delle Entrate- Riscossione. L'obiettivo è permettere la sanatoria dei debiti fiscali accumulati dal 2000 al 2023.
La scarsa efficacia della Rottamazione quater ha evidenziato un problema ben più ampio, legato all’aumento della povertà sociale. Per questo motivo, un condono tombale potrebbe rappresentare un vantaggio per famiglie e imprese, garantendo al contempo un afflusso di risorse alle casse dello Stato nel breve e medio termine.
Partendo dal semplice presupposto che, nel corso degli anni, sono state sperimentate numerose definizioni agevolate, oggi si contano ben quattro edizioni di rottamazione delle cartelle, la prima delle quali è stata lanciata nel 2016. La crisi della riscossione ha portato all’introduzione di misure agevolative per incentivare i contribuenti a mettersi in regola con il fisco.
Tuttavia, nonostante l’ampliamento e il susseguirsi di nuove definizioni agevolate, l’impatto sulle casse dello Stato è stato limitato. Dalla Rottamazione quater si prevedeva un recupero di circa 169,8 miliardi di euro, ma in realtà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha incassato solo 34,2 miliardi, portando il tasso di decadenza dal 53% al 70%.
Ma è altrettanto vero che l’idea di un condono fiscale nasce dai deludenti risultati delle Rottamazioni delle cartelle esattoriali. Come riportato da informazionefiscale.it, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) ha spiegato che dei 1.200 miliardi di euro di crediti accumulati, solo 100 miliardi sono crediti realmente recuperabili. Nonostante l’introduzione di un rateizzo delle cartelle esattoriali fino a 10 anni, restano oltre 509 miliardi di crediti di difficile esigibilità, legati a contribuenti deceduti, aziende cessate o soggetti in procedura concorsuale.
A questo punto, un condono tombale potrebbe sembrare una soluzione per smaltire il magazzino fiscale. L’auspicio è che questa misura venga accompagnata da un mini stralcio delle cartelle esattoriali inferiori ai 5.000 euro, con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche di molte famiglie e imprese. Un'opportunità per riconquistare la fiducia di cittadini e imprese sommersi dai debiti.
Tuttavia, un nuovo stralcio delle cartelle solleva diversi dubbi, tra cui quelli legati all'equità fiscale e alla possibile incentivazione di future inadempienze, come sottolineato dalla Corte dei Conti.
La via da percorrere richiede equilibrio, una valutazione accurata delle reali necessità economiche del Paese e una riflessione a lungo termine. Solo con misure mirate e una gestione accurata si potrà sperare di risolvere la crisi che sta colpendo famiglie e imprese, proponendo un pacchetto di interventi che, al contempo, riconquisti la fiducia dei cittadini nella gestione pubblica, senza compromettere i principi di giustizia fiscale.