28 Mar, 2025 - 13:46

Artur Karaboja e il mistero della morte in Val di Non: caso riaperto dopo 9 anni, ipotesi omicidio

Artur Karaboja e il mistero della morte in Val di Non: caso riaperto dopo 9 anni, ipotesi omicidio

C'è una svolta nel caso di Artur Karaboja, il 41enne di origine albanese trovato morto nella mansarda della sua abitazione di Cavareno, in Val di Non (Trento), il 31 luglio 2016. Dopo nove anni dai fatti, la Procura di Trento ha aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio contro ignoti, sollevando nuovi interrogativi su una vicenda che si credeva ormai chiusa.

Le nuove indagini sulla morte di Artur Karaboja

Secondo quanto riportato da fonti locali, l'impulso alle nuove indagini sarebbe arrivato da una serie di documenti raccolti negli anni dai familiari di Karaboja - assistiti dall'avvocata Silvia Mesturini del foro di Livorno - che non hanno mai creduto all'ipotesi del suicidio avanzata dalla Procura.

Fondamentali, in particolare, una perizia medico-legale redatta sulla base delle foto e dei verbali dell'epoca, firmata dal professor Luigi Papi dell'Università di Pisa, e un'altra della criminologa Cristina Brondoni, basata su presunte incongruenze emerse nelle testimonianze raccolte nel 2016.

Il fascicolo, aperto dopo la presentazione di un esposto nel 2023 (e non archiviato dal gip Marco Tamburrino nonostante la richiesta della Procura), è ora nelle mani del pm Giorgio Bocciarelli, che nei prossimi giorni affiderà all'anatomopatologo e medico legale dell'Università di Verona, Nicola Pagaiani, l'incarico per l'autopsia.

Si tratta dei primi accertamenti eseguiti sulla salma, che sarà riesumata. All'epoca, infatti, si ipotizzò subito che il 41enne potesse essersi tolto la vita, nonostante l'assenza di biglietti d'addio in casa e la mancanza di un movente. Il caso venne quindi chiuso, senza che venissero effettuati gli esami necessari. 

Chi era la vittima? Una ricostruzione

Originario di Durazzo, Artur era arrivato in Italia negli anni Novanta, nel pieno dell'esodo albanese. Ancora minorenne, era stato accolto da una famiglia a Fondo, dove aveva studiato e si era poi specializzato come falegname. Quando è morto, nel luglio del 2016, viveva a Cavareno, un piccolo paese di montagna, e si era da poco separato dalla moglie, con cui aveva avuto due figli. 

Fu proprio lei a dare l'allarme, dopo averlo trovato impiccato a una trave del soffitto della mansarda della loro abitazione. Sembra che poco prima l'avesse chiamata, "agitato". Per questo, secondo la sua versione, sarebbe andata a controllare se stesse bene, facendo la terribile scoperta. 

virgolette
Non capiamo chi l'ha trovato e come l'ha trovato, perché siamo venuti a conoscenza di varie versioni, 

dichiarò ai microfoni della trasmissione "Chi l'ha visto", nell'aprile del 2017, la sorella dell'uomo, Elvira, mettendo in dubbio la ricostruzione "ufficiale" dell'accaduto.

Le dichiarazioni rilasciate dalla sorella di Artur Karaboja alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto" nel 2017.

Da suicidio a omicidio contro ignoti: cosa è cambiato

Quella mattina Artur sarebbe uscito per incontrare diversi amici, facendo colazione con uno di loro. Quest'ultimo avrebbe poi raccontato che il 41enne era "tranquillo", che non mostrava "segni di disagio". Dopo qualche ora, la tragedia, che lasciò attonita la famiglia.

La sorella - fondatrice della pagina Filo diretto con l'ingiustizia - chiese, sempre a "Chi l'ha visto?", che si facessero indagini più approfondite. Che venissero ascoltate tutte le persone che facevano parte della vita dell'uomo, per arrivare alla verità.

Dopo anni di silenzio e interrogativi, è arrivata ora la svolta che potrebbe finalmente chiudere il cerchio. Si ripartirà, come già detto, dall'autopsia. "Abbiamo tanta fiducia", ha fatto sapere al Corriere del Trentino la legale della famiglia di Artur.

La sua storia riporterà alla mente di molti quella di Liliana Resinovich, la cui morte per asfissia - inizialmente rinviata a un gesto estremo - è da qualche mese oggetto di nuove indagini per omicidio contro ignoti

Il caso del falegname morto riaperto dopo 9 anni: una sintesi

  • Riapertura del caso - Dopo nove anni dalla morte di Artur Karaboja, 41enne albanese trovato impiccato a Cavareno (Val di Non), la Procura di Trento ha riaperto l'inchiesta - archiviata come suicidio - con l'ipotesi di omicidio.
  • Indagini e perizie - La riapertura è stata voluta dai familiari, che non hanno mai creduto alla versione del gesto volontario. Fondamentali sono state una perizia medico-legale e una perizia criminologica di parte.
  • Sospetti e sviluppi - Artur Karaboja, che si era separato dalla moglie, fu trovato senza vita nella mansarda della sua abitazione. La famiglia sollevò subito dubbi sulla ricostruzione dell'accaduto. Ora si ripartirà dall'autopsia sulla salma riesumata per cercare di fare luce sulla verità. 
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Sara D'Aversa
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