28 Mar, 2025 - 10:52

Giorgia Meloni sta a dieta? Quanto pesa e cosa stava rifiutando la premier al tavolo della Coldiretti

Giorgia Meloni sta a dieta? Quanto pesa e cosa stava rifiutando la premier al tavolo della Coldiretti

Con tutta probabilità, la battuta le è venuta perché vorrebbe tenersi buoni gli agricoltori di Coldiretti, da sempre uno dei bacini più ricchi di voti per il centrodestra. E poi perché, a favore di telecamere e telefonini che la riprendono, le piace sempre trasmettere quell'immagine da sora Giorgia, da amica affabile nonché affidabile, simpatica, bella sveglia, a cui puoi dire tutto, che ti ritrovi sempre accanto, che ti capisce, su cui puoi contare, con la quale puoi organizzare una mangiata fuori porta: nella sua amata Anzio, ad esempio, a mangiare pesce, che - ma non ditelo agli agricoltori - in realtà, è ciò che le piace di più: "Oh, Giorgia! Meno male che ci sei..."

Allora: dopo le polemiche intercorse con loro nei giorni scorsi (di cui ne ha pagato le spese anche il suo ex cognato, signor ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida), l'ultima è che un produttore di Coldiretti, cappellino giallo in testa, si è fatto coraggio e largo tra gli stand del Villaggio "Agricoltura è" allestito in piazza della Repubblica a Roma e ha regalato a Giorgia Meloni una crescia di Pasqua, che sarebbe una focaccia tipica delle Marche e dell'Umbria. Al che, lei, da attrice consumata, con quella faccia un po' così, più o meno gli ha risposto: "Ahò, mica me fa ingrassà?!"

Ergo: abbiamo un presidente del Consiglio a dieta? La Sorella d'Italia ha messo su qualche chilo? O è solo già proiettata alla prova costume estate 2025?

La dieta di Giorgia Meloni, quanto pesa e cosa mangia la premier al tavolo Coldiretti

E insomma: quando Meloni si trasforma in sora Giorgia, pronta ad addentare un boccone di qualche prelibatezza che le offrono in giro per l'Italia (e, tanto più, nella sua Roma), rischia di ricordare la Sora de Roma per eccellenza: Sora Lella Fabrizi. Non perché la ricordi fisicamente, per carità. Ma per quell'aria bonaria che assume, da romana de Roma, da inquilina della porta accanto: "Giorgia, scusa: mi manca il basilico, mica ce ne avresti un po'?"

Carlo Verdone, una volta, a proposito di Sora Lella e di mangiare, ricordò (manco a dirlo, ad Amatrice), la sua prima volta con la sorella di Aldo Fabrizi

Ma ora anche quell'agricoltore di Coldiretti avrà il suo bell'aneddoto da tramandare ai nipoti. Evidentemente, a Giorgia Meloni stavano facendo notare i prodotti dietetici dei vari stand. Così, le ha regalato una crescia di Pasqua. "Anche questo è dietetico?", ha fatto lei. "Dietetico e proteico", ha risposto col cuore in gola lui. E insomma: per dirla con il napoletano di Raffaele Viviani: "Acquaiuolo, l'acqua è fresca?". Risposta: "È ghiaccio!"

In ogni caso, il teatrino di piazza della Repubblica è andato avanti con la battuta che ha trasformato Giorgia Meloni in sora Giorgia

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Se ingrasso, poi ti vengo a cercà!

Questo è il resoconto in immagini dell'Agenzia Vista

Giorgia Meloni e la prova costume

E insomma: nel day after della visita al villaggio Coldiretti, ci si interroga se Giorgia Meloni stia a dieta. Per alcuni, è stata troppo pronta quella risposta data all'agricoltore Coldiretti per non svelare sacrifici alimentari. Magari in vista della prova costume 2025 che, in fondo, non è mica tanto lontana. 

Giusto dieci anni fa, nel 2015, prima della gravidanza e quando aveva 38 anni, il settimanale Oggi la beccò in spiaggia in bikini. E il titolo fu questo: "Il bikini della destra che piace anche alla sinistra". Amen.

La bilancia di Giorgia

Ma tant'è: Giorgia Meloni è di piccola costituzione. All'epoca delle foto in bikini, la davano sui 50 chili. Oggi, molte testate le assegnano qualche chiletto in più ma un metro e sessanta di altezza, con evidente generosità. Anzi, a ben vedere, con una generosità che, negli anni, è cresciuta in maniera direttamente proporzionale alla sua carriera politica e istituzionale. Il Messaggero, ad esempio, nel 2023, con lei premier, la fece arrivare ad essere 1,63. Ma mettiamola così: Giorgia Meloni, ora, a molti appare come un gigante, però non lo è. 

E in ogni caso: dovrà tenere d'occhio la bilancia se, quando è andata in Cina, ha confessato che il suo piatto preferito erano stati gli "spaghetti col brodo" e tutti abbiamo capito, che da arci-italiana e "capa" della Nazione, senza pasta non può stare. 

Cosa e dove piace mangiare alla premier

Due anni fa, poi, Il Foglio elencò meritoriamente i ristoranti preferiti della nostra. Svelando che le piace mangiare pesce. Che gli agricoltori si mettessero il cuore in pace.

E quindi: a Roma, la si può trovare spesso e volentieri da "Rinaldi al Quirinale". A Terracina, all’"Hostaria del Vicoletto"; ad Anzio, da "Romolo al Porto".

E comunque: non cadete nell'errore di pensare trovare Giorgia Meloni in un ristorante stellato, con i prezzi stratosferici, i menu degustazione e lo spiegone interminabile dei piatti.

Camilla Baresani, inviata del giornale di Cerasa al "Romolo al Porto", due anni fa, scattò questa foto:

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Da sessant’anni piazzato nel mezzo del porto Innocenziano di Anzio, accanto alla partenza degli aliscafi, è il classico ristorantone inclusivo, una sorta di spettacolo per chi è appassionato di osservazioni antropologiche: un vero show che va in scena nei giorni di massimo affollamento (...) Mentre si gustano antipasti serviti a ritmi vertiginosi – i famosi ventun piatti di crudi, altrettanti di cotti, e la stratosferica minestra di pesce di Anzio fatta con spaghetti spezzati e carne di pesci poveri – ci si incanta a osservare il passaggio sul porto e gli altri clienti: bambini infernali che corrono tra i tavoli, lasciati liberi da esauste famiglie della piccola borghesia romana vestita a festa; presumibili camorristi campani e membri di clan sinti del litorale, tutti tatuati fino al collo, rolexati e impupazzati di loghi Gucci, Chanel, Louis Vuitton e Dior che stappano (loro però vorrebbero sciabolare) costose bottiglie di champagne, divorando scampi e gamberi; giovani e teneri fidanzati che si guardano negli occhi rifacendosi il gusto e il palato con saraghi, cocci, tracine e altri pesci selvatici, dopo tanto squallido sushi fatto di “materiale ittico” di batteria: orate, salmoni e spigole ingozzati nelle gabbie degli allevamenti a forza di antibiotici e farina di soia; comitive partenopee che raggiungono Anzio per l’immancabile menu napoletano, ossia insalata di polpo, ’mpepata di cozze e spaghetto a vongole. E poi molti avanzi di palestra”

In tutto questo sora Giorgia. Che si è fatta problemi, per una povera e semplice crescia di Pasqua. 

 

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Giovanni Santaniello
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