Sì alla difesa comune ma cercando di mantenere buoni rapporti con gli Usa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni cerca ancora di ricucire lo strappo tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea avvenuto negli scorsi mesi e le parole pronunciate dopo il Vertice di Parigi tenutosi oggi, 27 marzo 2025, ne sono la prova. La premier è stata nella capitale francese, dove si è parlato del conflitto in Ucraina e del sostegno europeo.
Mentre da parte di Washington c'è maggiore interesse al disimpegno e una concentrazione pressappoco totale verso gli affari interni con l'imposizione di dazi, dall'Europa si cerca di costruire e mantenere la pace nell'Est. Il presidente francese Emmanuel Macron propone di inviare una "forza di rassicurazione" in Ucraina, prospettiva molto lontana dalle volontà del Cremlino. Meloni ha parlato, dopo l'incontro tra i "Volenterosi", di estendere il cessate il fuoco alle infrastrutture civili e coinvolgere gli Usa.
Il tentativo di includere Washington nel progetto di pace che l'Europa vuole portare avanti sembra essere l'ennesimo temporeggiamento da parte della premier nel prendere posizione. Meloni vorrebbe mantenere il rapporto esclusivo che ha con il presidente statunitense Donald Trump ma al contempo non può permettersi di perdere il ruolo che si è guadagnata in Europa.
Francia e Regno Unito in prima linea per la costruzione di una forza di rassicurazione, l'Italia in secondo piano. Questa è l'immagine che emerge dal Vertice di Parigi che ha visto il coinvolgimento dei Volenterosi. La presidente del Consiglio Meloni appoggia l'idea di Macron di estendere l'articolo 5 della Nato ma dice no all'invio di truppe in Ucraina.
A far discutere però è anche il tentativo di coinvolgere gli Stati Uniti di Trump nelle discussioni per la costruzione di una pace duratura. Una richiesta che arriva in un momento di "gelo" tra Washington e Bruxelles che rischia di protrarsi finché il tycoon resterà alla Casa Bianca.
In questo momento è possibile fare da tramite tra Washington e Bruxelles. Mentre l'Unione Europea è a lavoro per la costruzione della Difesa comune, dalla Casa Bianca arrivano notizie poco confortanti sui dazi. Trump non sembra essere interessato al momento alla causa ucraina e preferisce pensare al rafforzamento del mercato interno statunitense, applicando dazi ai prodotti europei.
Negli ultimi giorni il tycoon ha deciso di colpire il settore automobilistico dell'Ue, portando così alla creazione di un ulteriore terreno di scontro con Bruxelles: trovare il dialogo in un clima così teso è possibile?
Giorgia Meloni poteva essere considerata come l'alleato europeo più prezioso per Trump e come un punto di riferimento per l'Unione Europea, almeno per quanto concerne i rapporti con Washington. Dallo scontro tra il presidente statunitense e Zelensky in mondovisione però sembra essere cambiato tutto.
I ruoli di protagonisti li hanno presi il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer, mentre la presidente del Consiglio sembra diventata una comparsa. Da che parte stare a questo punto? Un rapporto più privilegiato con Trump potrebbe portare a una riduzione dei dazi per il nostro Paese con effetti però sulla fiducia da parte di Bruxelles. Di contro, un allineamento con le posizioni del Parlamento europeo potrebbe condizionare le relazioni tra Roma e Washington.
L'unica certezza è che è necessario prendere una posizione su quanto sta accadendo a livello internazionale. La presidente del Consiglio, di recente, ha dovuto ricordare ai propri vicepremier chi decide la linea politica estera. Un chiarimento arrivato subito dopo il Consiglio europeo che si è tenuto lo scorso 20 e 21 marzo. Adesso non resta che vedere quale linea adotterà Meloni.