Tatiana Tulissi aveva 36 anni quando, l'11 novembre 2008, fu uccisa a colpi di pistola nella sua villa di Manzano, in provincia di Udine. Diciassette anni dopo, l'allora compagno Paolo Calligaris, che inizialmente era stato assolto, è stato condannato a 16 anni di reclusione e al pagamento di 460 mila euro di provvisionale.
Secondo i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Venezia, che dopo un lungo iter processuale hanno confermato la sentenza emessa in primo grado, sarebbe lui il colpevole del tragico omicidio. Il caso, tuttavia, non è ancora chiuso.
Originaria di San Giovanni al Natisone, Tatiana lavorava come impiegata per un'azienda artigianale di Percoto. Insieme al compagno Paolo Calligaris, imprenditore, viveva da diversi anni in una villa di Manzano, sempre in provincia di Udine.
L'11 novembre 2008, uscì per andare a prendere della legna da ardere in giardino quando, all'improvviso, fu tramortita con un corpo contundente al capo e poi freddata con tre colpi di pistola calibro 38, arma che non è mai stata ritrovata.
A dare l'allarme fu proprio il compagno, che, verso le 18.30, chiamò il 112, raccontando di essere tornato a casa e di aver trovato la donna stessa a terra, pensando, inizialmente, che fosse solo svenuta, per poi notare i fori di proiettile sulla sua schiena. Dopo un po', l'uomo finì nel mirino degli inquirenti, ma nel 2012 venne prosciolto da ogni accusa.
Iscritto nel registro degli indagati nell'ambito di nuove indagini, Calligaris è stato ora condannato. L'iter processuale che lo ha riguardato, però, è stato tutt'altro che lineare e rischia anche di non essersi concluso. I suoi avvocati, Alessandro Gamberini e Rino Battocletti, hanno già annunciato un nuovo ricorso in Cassazione. Prima dovranno leggere le motivazioni.
Nel 2019 Calligaris era stato condannato per la prima volta dal Tribunale di Udine. Due anni dopo, la Corte d'Assise d'Appello di Trieste lo aveva assolto. Nel 2022, la Cassazione aveva disposto nei suoi confronti un nuovo processo d'Appello a Venezia.
Nel 2023, l'uomo era stato nuovamente condannato. Tuttavia, l'anno successivo, i Supremi giudici avevano annullato anche l'ultima sentenza. Così si è arrivati all'udienza del 26 marzo 2025, in cui il collegio presieduto da Carlo Citterio ha accolto la richiesta del sostituto procuratore di confermare la condanna a 16 anni di reclusione emessa dal gup friuliano.
In pratica, Calligaris - che ha sempre proclamato la sua innocenza - è stato riconosciuto colpevole. Secondo i giudici, avrebbe assassinato la convivente al culmine di un litigio scoppiato perché erano in un periodo di crisi. Una ricostruzione opposta a quella proposta dalla difesa, secondo la quale "i rapporti tra i due erano sereni e armonici".
I legali del condannato avevano depositato delle memorie scritte in cui, oltre a smontare le valutazioni del Tribunale di Udine su movente, orario degli spari e altri elementi (come l'attendibilità di alcune testimonianze), proponevano anche l'ipotesi di "un autore alternativo" del delitto: un rapinatore violento che all'epoca dei fatti si aggirava nella zona. Un "lupo solitario", come lo ha definito qualcuno, che in passato avrebbe usato modalità simili a quelle messe in atto per uccidere Tatiana.
è stato il commento della madre e dei fratelli della vittima, assistiti dall'avvocato di parte civile Laura Luzzatto Guerrini. Che ha a sua volta dichiarato: "In oltre nove ore di camera di consiglio, sicuramente i giudici hanno analizzato ogni più piccolo elemento sia indiziario che probatorio". Lo riporta Il Gazzettino Veneto.
Si è concluso con un rigetto, qualche giorno fa, quello dei legali di Olindo e Rosa, condannati per la strage di Erba: nei loro confronti non ci sarà alcun nuovo processo.