27 Mar, 2025 - 07:10

Cos'è la "Preparedness Union Strategy" e perché l'Europa si sta preparando alla guerra

Cos'è la "Preparedness Union Strategy" e perché l'Europa si sta preparando alla guerra

La Commissione Europea e l'Alta Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas hanno presentato ieri 26 marzo 2025 la "Preparedness Union Strategy", un piano volto a rafforzare la capacità dell'Unione di prevenire e rispondere a minacce emergenti. Un'iniziativa nata in un contesto di crescente instabilità globale, animato da conflitti geopolitici, minacce informatiche, disastri naturali e campagne di disinformazione.

L'obiettivo finale è garantire la sicurezza dei cittadini europei e proteggere le funzioni essenziali della società: la capacità di anticipare e gestire le crisi sarà infatti cruciale per il futuro dell'Unione. Resta da vedere se e come i singoli Stati membri attueranno le linee guida proposte e quale sarà l'impatto reale di queste misure sulla vita quotidiana dei cittadini europei.

Gli europarlamentari del Movimento 5Stelle hanno già parlato di una "crisi programmata dall'Europa", chiedendo che il Parlamento europeo si esprima con un voto chiaro sul "ReArm Europe" proposto da Ursula von der Leyen. Questo è potenzialmente un altro tasto dolente all'interno del "campo largo".

In cosa consiste la "Preparedness Union Strategy"?

Nonostante un recente sondaggio Eurobarometro avesse indicato che per la maggior parte degli intervistati la preoccupazione principale era rappresentata da inflazione e disuguaglianze sociali, la proposta che la Commissione Europea ha presentato ieri 26 marzo 2025 sembra a livello intuitivo andare in direzione opposta.

La "Preparedness Union Strategy", infatti, ha evidenziato l'urgenza di un cambiamento di mentalità per dare priorità alla preparazione a livello europeo in caso di gravissime crisi. Anche quando si tratta di una guerra? Al momento questa ipotesi viene accolta con tutti gli scongiuri possibili e con un certo scetticismo, ma la stessa presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha sottolineato come "i cittadini, gli Stati membri e le imprese devono essere dotati degli strumenti giusti per affrontare le crisi e reagire rapidamente".

La "Preparedness Union Strategy" raccomanda ai cittadini di conservare scorte di beni essenziali per almeno 72 ore in caso di emergenza, seguendo l'esempio di paesi come Finlandia, Svezia e Norvegia. Ciò non riguarda soltanto le singole persone, ma anche ospedali, aziende e scuole dovranno stabilire dei livelli minimi di scorte e attrezzature essenziali.

Fra le altre raccomandazioni indicate dal piano, c'è la sottolineatura di una maggiore cooperazione a livello europeo fra forze armate, protezione civile, polizia, operatori sanitari e vigili del fuoco; sono altresì benvenuti gli investimenti privati specialmente per tecnologie dual use (cioè sia per scopi civili che militari), mentre per aiutare la cittadinanza europea a capire cosa fare in caso di bisogno sarebbe opportuno creare una Giornata Europea della Preparazione per promuovere una cultura della resilienza.

Allarmismo o precauzione: le opinioni si dividono

La "Preparedness Union Strategy" rappresenta un piano che vuole spiegare ai cittadini e alle cittadine degli Stati membri come comportarsi in caso di un conflitto armato. Il timore di una guerra in Europa, oltre a quella ai suoi confini fra Ucraina e Russia, viene in qualche modo sia evocato sia esorcizzato.

L'Alta Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas e la commissaria europea alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, hanno subito sottolineato come lo scopo della strategia è quella di creare un'Europa più resiliente e consapevole, evitando reazioni inconsulte e di panico nei momenti di crisi.

Spiegazione che non è andata giù al gruppo europarlamentare del Movimento 5Stelle. La deputata pentastellata Vittoria Baldino ha parlato di giustificazioni che utilizzano la scusa di una possibile crisi militare per concentrarsi sul riarmo e non sulle vere emergenze sociali europee (housing, salari bassi, transizione ecologica, ecc.).

La presentazione della "Preparedness Union Strategy" chiude un marzo in cui von der Leyen aveva annunciato in pompa magna il piano del "ReArm Europe" (nome poi cambiato in "Readiness 2030") e nel quale la Germania aveva votato - prima dell'insediamento del governo guidato da Merz - per cambiare le regole costituzionali sul fare debito per migliorare il proprio esercito.

Centrosinistra (ancora) diviso sul riarmo europeo

Non è lontano dalla verità affermare che la strategia presentata ieri sia un altro tentativo affinché l'Europa sia più pronta per le sfide future. Dopo la pandemia da Covid-19, due guerre (quella russo-ucriana e quella mossa da Gaza contro Hamas) e altre crisi geopolitiche la necessità di un approccio e di una risposta più integrati e coordinati sembra farsi sempre più impellente.

In Italia il dibattito ha diviso in particolar modo il centrosinistra. +Europa, ad esempio, per bocca di Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, ha parlato dell'inutilità di riarmare e di fornire assistenza ai singoli eserciti nazionali se ciò non poterà alla creazione di un sistema comune di difesa europea; Italia Viva - dal canto suo - con Matteo Renzi aveva etichettato il "ReArm Europe" come un piano scritto male e dai fondamenti economici fumosi.

Continuando il giro delle opposizioni, il M5S ha da tempo denunciato le manovre belliciste e a favore delle lobby delle armi da parte non soltanto di von der Leyen ma anche del governo di Giorgia Meloni. Alleanza Verdi e Sinistra, con Benedetta Scuderi, intima che nessun fondo venga tolto all'emergenza abitativa a favore degli armamenti, mentre il Partito Democratico si è diviso fra chi è a favore di un'Europa che sappia difendersi anche militarmente e chi (come la segretaria Schlein) ritiene prioritaria la via diplomatica per risolvere le crisi.

I tre punti salienti dell'articolo

  • Strategia UE per la resilienza – La Commissione Europea ha presentato la "Preparedness Union Strategy" per rafforzare la capacità dell’UE di affrontare crisi emergenti come guerre, cyber-attacchi e disastri naturali.

  • Dibattito politico acceso – Mentre la Commissione sottolinea la necessità di preparazione, critici (tra cui il M5S) accusano Bruxelles di usare la strategia per giustificare un riarmo invece di affrontare problemi sociali urgenti.

  • Implementazione incerta – Il successo della strategia dipenderà dall'adesione dei singoli Stati membri e dalle risorse finanziarie disponibili, mentre il dibattito sul riarmo divide il centrosinistra.

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Pasquale Narciso
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