Dopo quasi due anni di indagini, sembra aver finalmente raggiunto una svolta il caso di Émile Soleil, il bimbo di due anni e mezzo scomparso durante le vacanze ad Haut-Vernet, nelle Alpi dell'Alta Provenza, e poi ritrovato morto. Nella giornata di ieri, 25 marzo 2025, i nonni materni, Philippe e Anne Vedovini, e due dei suoi zii sono stati posti in custodia cautelare con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Il piccolo Émile fu avvistato per l'ultima volta l'8 luglio 2023 alle 17:15. Secondo la testimonianza di due residenti di Haut-Vernet, il bimbo si trovava in un vicolo a poca distanza dalla casa dei nonni materni, dove i genitori lo avevano accompagnato per le vacanze estive.
L'allarme scattò attorno alle 18 dello stesso giorno. La mattina seguente, iniziarono le ricerche, alle quali parteciparono anche comuni cittadini. Furono ispezionati campi, boschi e terreni circostanti, ma senza successo.
Nei mesi successivi, la Procura di Aix-en-Provece aprì un'inchiesta per "sequestro" e avviò una serie di nuovi accertamenti. I familiari del bambino, sostenendo di non avere nulla da nascondere, lanciarono intanto appelli a chiunque potesse avere informazioni di farsi avanti.
Tuttavia, anche questo non portò a risultati. Nel marzo 2024, dopo intense indagini, si arrivò, infine, a una svolta: un'escursionista trovò un cranio e alcuni denti, che risultarono appartenere ad Émile.
Tra le varie ipotesi, c'era quella che il bimbo potesse essersi incamminato da solo nei boschi, perdendosi e venendo attaccato dai lupi. Oppure che fosse stato accidentalmente investito e poi portato in quel luogo.
Dopo altri mesi di stallo, qualche giorno fa l'inchiesta ha subito una nuova accelerazione. Il 14 marzo, gli inquirenti hanno infatti eseguito un "blitz" notturno a sorpresa nel villaggio di Haut-Vernet, sequestrando una fioriera (con presunte tracce di sangue) situata davanti alla chiesa principale.
Secondo voci riportate dai media francesi, tra cui Le Figaro, il bimbo potrebbe essere stato nascosto al suo interno, ma si tratta, per ora, di idiscrezioni da confermare. E che, comunque, sembrerebbero non avere alcun legame diretto con la decisione di disporre la custodia cautelare in carcere dei nonni materni e di due dei loro dieci figli.
ha fatto sapere ieri alla stampa il procuratore capo, Jean-Luc Blanchon. I quattro sarebbero stati interrogati a più riprese. Secondo i loro avvocati, non vorrebbero "altro che la verità". Si aspettano ulteriori sviluppi.
Ciò che è certo è che Philippe, in particolare, era stato già "attenzionato" dalle indagini: 59 anni, patriarcale e autoritario, in passato sarebbe rimasto coinvolto, come testimone, in un'inchiesta per violenze sessuali in una comunità religiosa di cui era stato capo scout.
Il servizio del quotidiano inglese "The Sun" sugli ultimi sviluppi del caso.
Un giallo nel giallo, come quello del misterioso suicidio del prete di Haut-Vernet, Claude Gilliot, avvenuto il 15 marzo. Secondo Paris Match, che ha raccolto la testimonianza della sorella, a cui l'uomo avrebbe lasciato una lettera di addio, egli aveva avuto dei problemi con i familiari del piccolo, che aveva anche battezzato.
"Sono molto arrabbiata con la famiglia di Émile", avrebbe detto la donna, incolpandoli di averlo fatto allontanare dal luogo in cui officiava per aver fornito una foto del bambino alla stampa durante le prime ricerche. Su tutto bisognerà fare ora chiarezza.