24 Mar, 2025 - 10:48

Chi è il giornalista Gabriele Carchidi e perché è stato ammanettato? Il video del brutale fermo di Polizia

Chi è il giornalista Gabriele Carchidi e perché è stato ammanettato? Il video del brutale fermo di Polizia

Gabriele Carchidi è un giornalista noto nel panorama mediatico cosentino, direttore del blog Iacchitè, che ha guadagnato popolarità per le sue inchieste e denunce su presunte irregolarità all’interno delle forze dell’ordine e altre istituzioni locali. La sua carriera è stata segnata da un impegno costante nella difesa della libertà di stampa e nella ricerca della verità, spesso scontrandosi con gli interessi di chi detiene il potere. Tuttavia, il nome di Carchidi è balzato agli onori della cronaca nazionale il 22 marzo 2025, quando è stato fermato, ammanettato e portato in Questura a Cosenza, in un episodio che ha suscitato un ampio dibattito sui diritti dei giornalisti e sull’uso della forza da parte delle forze dell’ordine.

Chi è Gabriele Carchidi?

Gabriele Carchidi ha costruito la sua reputazione come giornalista investigativo, focalizzandosi su tematiche legate alla giustizia, alla corruzione e alla trasparenza delle istituzioni. Il suo blog, Iacchitè, è diventato un punto di riferimento per chi cerca notizie non filtrate e spesso scomode, soprattutto nel contesto locale di Cosenza.

Carchidi è una figura ben nota in città: ex voce storica dello stadio, è a capo di un portale d’inchiesta che ha spesso denunciato presunte irregolarità delle forze dell’ordine locali, tra cui accuse di sottrazione illecita di droga sequestrata e denaro proveniente dai parcheggiatori abusivi. Le sue inchieste lo hanno più volte portato in Questura, spesso in seguito a querele per i suoi articoli.

Perché Gabriele Carchidi è stato ammanettato dalla Polizia?

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato, mentre il giornalista percorreva via degli Stadi, a Cosenza, come di consueto per recarsi in redazione. Vestito con abbigliamento sportivo, è stato fermato da una pattuglia che gli ha chiesto i documenti. Alla richiesta di spiegazioni sul motivo del controllo, gli agenti – secondo il suo racconto – avrebbero reagito con maggiore aggressività, insistendo senza fornire chiarimenti.

Quando il giornalista ha tentato di allontanarsi, gli agenti hanno chiesto rinforzi. Nel giro di pochi secondi, una seconda pattuglia è arrivata sul posto a sirene spiegate. "Mi hanno afferrato, buttato a terra", racconta.

Il video, girato da un testimone da un edificio vicino, mostra tre poliziotti che lo immobilizzano con forza, facendolo cadere. Nella colluttazione perde una scarpa, la felpa si solleva lasciandogli scoperta la schiena. Un agente gli preme sulle gambe con un ginocchio, mentre un altro cerca di bloccargli la schiena allo stesso modo. "È stato il momento in cui ho avuto più paura – afferma – sappiamo bene quante persone sono morte così. Per fortuna, con un movimento improvviso, sono riuscito a girarmi". Dopo essere stato ammanettato, è stato caricato sull’auto della polizia e condotto in Questura.

Durante il tragitto, racconta Carchidi, uno degli agenti gli avrebbe detto: "Tu sei un diffamatore", segno che la sua identità era ben nota. In seguito al fermo, il giornalista è stato identificato, fotosegnalato e gli sono state rilevate le impronte digitali. L’accusa a suo carico è resistenza a pubblico ufficiale. Dopo oltre un’ora è stato rilasciato, annunciando l’intenzione di sporgere denuncia per quanto subito. "Non posso fare a meno di pensare che sia un tentativo di intimidirci, ma non ci fermeranno. Il video parla chiaro", ha dichiarato.

Le reazioni all'episodio

La notizia ha scatenato un’ondata di solidarietà da parte di colleghi giornalisti, associazioni per i diritti umani e cittadini, che hanno espresso preoccupazione per il trattamento riservato a un professionista dell’informazione.

La CGIL di Cosenza ha organizzato un presidio davanti alla Prefettura per il 27 marzo, invitando i partecipanti a riflettere sulla libertà d’informazione e a difendere i diritti dei giornalisti. L’evento ha riacceso il dibattito sulla libertà di stampa in Italia, un tema che, nonostante i progressi, continua a essere messo alla prova da episodi come quello di Carchidi.

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