23 Mar, 2025 - 12:45

Fisco, reddito e anomalie: quando l’Agenzia controlla tutti, anche i disoccupati

Fisco, reddito e anomalie: quando l’Agenzia controlla tutti, anche i disoccupati

I controlli del fisco non vanno mai sottovalutati. Anche i disoccupati possono essere oggetto di verifiche: pochi si salvano dalle ispezioni promosse dall'Agenzia delle Entrate, specialmente se la dichiarazione dei redditi non è stata presentata. Il brivido dell'accertamento fiscale potrebbe coinvolgere anche i disoccupati, poiché il Fisco non si concentra solo sulle dichiarazioni annuali, ma compara anche le spese sostenute e quelle esenti. Come funzionano i controlli e chi rischia di più? Ecco un’analisi su cosa si basa il controllo del Fisco.

Per comprendere meglio come avvengono questi controlli, ti invitiamo a guardare il video "Come avvengono i controlli fiscali della Agenzia delle Entrate", pubblicato dall'Avv. Angelo Greco. Nel video, l'avvocato spiega in modo dettagliato i principali strumenti utilizzati dall'Agenzia delle Entrate per eseguire le verifiche fiscali, come il redditometro e le indagini finanziarie.

Come e chi viene controllato dal fisco: il ruolo dell'agenzia delle entrate

Il percorso per i controlli fiscali è lungo e può coinvolgere tutti i cittadini, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno presentato la dichiarazione dei redditi.

 L'Amministrazione finanziaria osserva sia il reddito che il tenore di vita.

 La vigilanza fiscale ha lo scopo di far emergere l’evasione fiscale, concentrandosi su elementi sospetti, come le discrepanze tra il tenore di vita e il reddito dichiarato. Per questo motivo, diventare disoccupato o nullatenente non protegge dai controlli fiscali.

Il redditometro e come il fisco controlla i redditi non dichiarati

Nei fascicoli dell'Amministrazione finanziaria non figurano solo i contribuenti con redditi dichiarati. Si tratta di una serie di strumenti, procedure e attività volte a individuare le discrepanze o le attività sommerse.

Con il redditometro, il Fisco stima il reddito dichiarato in base alle spese sostenute e ai beni posseduti dal contribuente.

Se emerge una discrepanza di almeno il 20% tra il reddito presunto e quello dichiarato, l'Agenzia può avviare un accertamento fiscale. Non tutti considerano che proprio in caso di queste discrepanze potrebbero scattare indagini sui conti correnti bancari, postali o su altri rapporti finanziari.

Per la verifica dei rapporti finanziari, il Fisco si avvale del software VeRa, un algoritmo che, incrociando i dati presenti nell'archivio dei rapporti finanziari e altre informazioni, individua le anomalie tra redditi dichiarati, movimenti finanziari, acquisti e immobili.

Come il fisco controlla i disoccupati: cosa verifica il fisco nel tuo tenore di vita

I motivi per l'avvio di un controllo possono essere diversi e riguardare tutti, anche i disoccupati, sui quali possono concentrarsi le verifiche sul tenore di vita e l'assenza di reddito.

Come spiegato da Money.it, se un nullatenente o disoccupato conduce una vita da benestante, acquistando beni di lusso senza dichiarare alcun reddito, potrebbe essere oggetto di accertamento fiscale e dovrà fornire prove documentali sulla provenienza economica, come vincite già tassate o donazioni.

Inoltre, il settore bancario è indirettamente coinvolto nei controlli fiscali, in quanto periodicamente comunica le informazioni sui movimenti in entrata e uscita dei propri clienti.

Pertanto, anche prelievi in contante, assegni o bonifici potrebbero far finire i disoccupati nel mirino del Fisco, in caso di presunzione di reddito non dichiarato.

Cosa può attivare un accertamento fiscale? Le anomalie che allertano il fisco

Gli atti di accertamento fiscale possono riguardare irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi, movimenti finanziari sospetti o il possesso di beni di lusso, come auto e imbarcazioni. Spesso, a far scattare gli accertamenti fiscali sono anche segnalazioni anonime da parte di enti o cittadini.

L’aspetto più rilevante nei controlli fiscali riguarda però l'incongruenza tra i redditi dichiarati e le anomalie che allertano il Fisco per presunzione di redditi non dichiarati. In caso di omissioni o incompletezze nelle scritture contabili, potrebbe partire un accertamento fiscale, con il reddito determinato in modo induttivo dal Fisco.

Sanzioni fiscali: cosa accade se non giustifichi le tue entrate?

Come anticipato, sono le anomalie e le discrepanze tra il reddito e il tenore di vita a spingere il Fisco a richiedere chiarimenti al contribuente. Se non si fornisce una prova adeguata per giustificare l'anomalia, si possono subire conseguenze legali e amministrative.

Una delle prime conseguenze della mancata giustificazione è l’applicazione di sanzioni per reddito non dichiarato o non giustificato.

Ad esempio, in caso di mancata o infedele dichiarazione di un conto estero nel Quadro RW dei redditi, l’Agenzia potrebbe applicare una sanzione sull’importo non dichiarato che varia dal 3 al 15%, o del 30% per i conti situati in giurisdizioni con tassazione agevolata o assente (conti offshore).

Se dall'accertamento fiscale emerge un’evasione o una dichiarazione fraudolenta, il contribuente rischia sanzioni penali che possono comportare una pena detentiva da 1 anno e 6 mesi fino a 6 anni, nei casi di dichiarazione fraudolenta.

Domande frequenti sul controllo fiscale e disoccupazione

  1. Il Fisco controlla anche i disoccupati? Sì, anche i disoccupati possono essere oggetto di controlli fiscali. L'Agenzia delle Entrate verifica non solo le dichiarazioni dei redditi, ma anche il tenore di vita e le spese sostenute, comparandole con il reddito dichiarato. Se ci sono discrepanze, anche i disoccupati possono essere sottoposti a indagini.
  2. Come funziona il redditometro e cosa controlla il Fisco? Il redditometro è uno strumento che stima il reddito presunto di un contribuente in base alle spese sostenute e ai beni posseduti. Se c'è una discrepanza superiore al 20% tra il reddito presunto e quello dichiarato, può scattare un accertamento fiscale. Questo controllo può includere anche l'analisi dei conti correnti bancari.
  3. Quali elementi possono scatenare un accertamento fiscale? Le discrepanze tra il reddito dichiarato e il tenore di vita sono tra gli elementi principali che possono far scattare un accertamento fiscale. Inoltre, movimenti finanziari sospetti, acquisti di beni di lusso o segnalazioni anonime possono attirare l'attenzione del Fisco.
  4. Cosa succede se non si giustifica un reddito non dichiarato? Se non si riesce a giustificare adeguatamente un reddito non dichiarato, si rischiano sanzioni amministrative o legali. Le sanzioni possono includere multe per redditi non dichiarati o addirittura pene detentive in caso di dichiarazione fraudolenta.
  5. Il Fisco verifica anche i movimenti bancari dei disoccupati? Sì, il Fisco può verificare i movimenti bancari anche dei disoccupati. Le banche sono tenute a comunicare periodicamente le informazioni sui movimenti finanziari, come prelievi in contante, bonifici e assegni. Se ci sono movimenti sospetti o anomali, il Fisco potrebbe avviare un'indagine per presunzione di reddito non dichiarato.
AUTORE
foto autore
Antonella Tortora
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE