Una stoccata a chi vorrebbe la pace senza riarmo e a chi non è disposto a cedere alcuna sovranità. Il segretario di Azione, Carlo Calenda, dopo l'intervento al Senato dell'ex presidente del Consiglio Mario Draghi, torna sul tema del riarmo europeo e attacca il giornalista de "Il Fatto Quotidiano" Marco Travaglio e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il senatore difende il piano voluto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ribadisce che per ottenere la pace è necessario essere pronti alla guerra. Calenda sottolinea poi che la Russia è una minaccia e, in quanto tale, deve essere contenuta con i mezzi più opportuni. Inoltre, denuncia il limitato dibattito pubblico riguardo a quanto sta accadendo in Ucraina.
Parole di condanna anche per quanto compiuto da Israele nella giornata di ieri, 18 marzo 2025, alla fine della tregua su Gaza. Calenda evidenzia una situazione critica in Medio Oriente prima di tornare sul tema centrale della discussione: il riarmo.
Dichiarazioni forti che seguono l'intervento di Mario Draghi a Palazzo Madama nella giornata di ieri. Il senatore di Azione ha spiegato, nel corso di un punto stampa, che è necessario armarsi se si vuole ambire alla pace futura e alla fine del conflitto nell'Est Europa. Questa posizione era stata già espressa nei giorni precedenti dal leader di Azione, che il 2 marzo aveva organizzato una manifestazione a sostegno dell'Ucraina.
Parte fondamentale del Rapporto sulla competitività europea dipende dalla parziale cessione di sovranità all'UE. Tuttavia, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non sembra disposta ad accettare un compromesso del genere, che costituirebbe un passo in avanti per la creazione di un esercito europeo. Per ora, con soddisfazione della Lega, non è previsto l'invio di soldati italiani in Ucraina, ipotesi che non sembra nemmeno essere presa in considerazione. Calenda, però, non ci sta:
Per Calenda, il riarmo ha uno scopo ben preciso: tutelare l'Europa e l'UE dal progressivo disimpegno della NATO, che il neoeletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, starebbe già mettendo in atto. Sorprendono le parole di condanna nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, responsabile, nella mattinata di ieri, di un attacco a tregua finita che ha causato centinaia di vittime nella Striscia di Gaza:
Segue poi una critica a Giorgia Meloni, accusata di essere troppo vicina al presidente degli Stati Uniti. Infine, Calenda ribadisce la necessità di prepararsi alla guerra per poter ambire alla pace, indicando la Russia di Vladimir Putin come una minaccia.
Non mancano critiche nei confronti di chi, secondo il fondatore di Azione, avrebbe sbagliato tutte le previsioni. La mente ritorna a febbraio 2022, quando i carri armati russi si mossero verso il confine occidentale, dando il via all'invasione che ha ridisegnato le strategie della difesa europea. All'epoca molti esponenti politici, giornalisti e analisti geopolitici hanno negato la possibilità che tale invasione potesse mai avvenire, spiega Calenda:
Infine, il segretario di Azione invita a visionare i report dell'Estonia sui centri commerciali che, nei giorni scorsi, sarebbero stati incendiati da agenti segreti russi. Calenda conclude affermando che sarebbe fondamentale affrontare il dibattito politico con maggiore serietà: