17 Mar, 2025 - 16:20

Meloni tra Parlamento e Consiglio Europeo: tensioni nella maggioranza e divisioni nelle opposizioni

Meloni tra Parlamento e Consiglio Europeo: tensioni nella maggioranza e divisioni nelle opposizioni

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si prepara a un passaggio parlamentare determinante prima del Consiglio europeo del 21-22 marzo. Lo scopo è quello di consolidare la posizione del governo evitando divisioni interne alla maggioranza. Meloni dovrà pensare soprattutto alla Lega, che si oppone al riarmo europeo e all’acquisto di armi, rischiando di creare uno strappo con Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Non è convinto di questa ricostruzione giornalistica Giovanni Donzelli. Il responsabile organizzazione di FdI accusa la sinistra di voler seminare zizzania fra i tre partiti del governo, che in realtà avrebbe ben chiaro cosa fare per il prestigio internazionale dell'Italia: "Aspettiamo cosa dirà la premier in Aula, siamo compatti in politica estera".

Guardando alle opposizioni, le risoluzioni potrebbero essere ben presto in contrasto. Il Movimento 5Stelle ne ha presentata una che chiede al governo un no deciso e netto al "ReArm Europe", mentre il Partito Democratico probabilmente cercherà una soluzione di compromesso fra chi non dice no ad un aumento delle spese militari e chi chiede vie pacifiche e diplomatiche per affrontare cruciali sfide politiche.

La guerra in Ucraina non spaventa Donzelli: "Siamo saldi in politica estera"

Il 18 marzo 2025 Meloni parlerà in Senato e sarà chiamata a difendere la linea del governo sulla politica estera, affrontando le critiche delle opposizioni. Il giorno successivo, il 19 marzo, toccherà alla Camera esprimersi sulla strategia dell’esecutivo. In questo contesto, sarà molto importante per la maggioranza trovare una sintesi condivisa, schivando dissensi interni che potrebbero minare la coesione del governo.

Secondo Giovanni Donzelli, in realtà, si parla in tal caso di un falso problema. Non c'è nessun problema, perché ogni volta che si è presentato al Senato o alla Camera il governo ha trovato una posizione unitaria in politica estera. Il meloniano considera una ricchezza il fatto che FI abbia votato a favore del "Libro bianco" sulla difesa presentato da von der Leyen, mentre ritiene altrettanto condivisibili le posizioni contro il "ReArm Europe" espresse dalla Lega.

Donzelli, insomma, considera una fortuna per l'Italia avere un governo di centrodestra nel pieno delle sue funzioni:

virgolette
Lo vedremo in Aula, parlerà il Presidente del Consiglio: il centrodestra in politica estera, dovendo rappresentare bene la nazione con il governo, è compatto. Grazie al centrodestra questa nazione ha una politica estera chiara, evidente, che portiamo avanti e che ha reso l'Italia orgogliosa di sé... Per fortuna che ci siamo noi!

Le risoluzioni del centrodestra sulla politica estera

L’obiettivo è comunque concordare una risoluzione che possa essere approvata da tutti i partiti della coalizione. La scorsa settimana, la Lega ha detto no al piano di riarmo proposto da Ursula von der Leyen al Parlamento europeo, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno appoggiato la proposta.

Meloni ribadirà in Parlamento che l'Italia continuerà nel suo sostegno a Kiev, ma con particolare enfasi sui negoziati di pace (grazie anche al ruolo degli Stati Uniti e di Donald Trump), sugli investimenti secondo il programma InvestEU e sul rafforzamento della difesa europea. La premier ribadirà anche la contrarietà all’invio di truppe italiane in Ucraina, ripetendo la posizione espressa nel recente vertice dei "volenterosi" convocato dal premier britannico Keir Starmer.

La Lega si distingue dagli alleati su più fronti. Matteo Salvini ha dichiarato che l’Italia dovrebbe aumentare gli investimenti per la sicurezza interna piuttosto che finanziare il riarmo europeo. Il deputato leghista Alberto Bagnai ha indicato che, se c'è necessità di fare nuovo debito, esso dovrebbe essere utilizzato per la difesa delle famiglie e delle imprese.

I leghisti ritengono che il conflitto tra Russia e Ucraina possa essere avviato verso una soluzione grazie all’impegno di Donald Trump, e che l’Italia e l’UE dovrebbero favorire il dialogo invece di favorire la corsa agli armamenti. Anche Forza Italia, pur sostenendo il governo, ribadisce una propria autonomia di pensiero. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’impegno per un’Italia più influente a livello internazionale e ha ribadito l’importanza dell’unità transatlantica.

PD e M5S all'opposto su ReArm Europe e guerra in Ucraina

Nel recente evento pro-Europa in Piazza del Popolo, quasi tutte le forze di opposizione erano presenti, ma ognuna con la propria agenda. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono lo stop alle armi e chiedono di destinare le risorse europee alla sanità, al lavoro e all’istruzione, imputando al governo di voler investire fino a 35 miliardi in armi. Tuttavia, i Cinque Stelle hanno disertato la piazza, mentre AVS vi ha partecipato con una presenza attiva.

I pentastellati presenteranno una loro risoluzione, che chiede al governo di "manifestare altresì nelle sedi decisionali europee la contrarietà del governo italiano in relazione alla possibilità per gli altri Paesi membri dell’Ue di ricorrere all’utilizzo dei fondi di coesione Ue per finanziare l’aumento della spesa militare".

Il Partito Democratico affronta un complesso dibattito interno sulla politica estera. La segretaria Elly Schlein tenta di mantenere l’unità del partito a causa delle divisioni emerse nel voto di Strasburgo sulla difesa europea. Il PD presenterà una propria risoluzione, cercando di bilanciare le diverse anime interne, con il timore che le sue correnti potrebbero puntare all'organizzazione di un congresso per chiarire definitivamente la linea politica.

Il governo Meloni affronta in conclusione un passaggio parlamentare delicato, dovendo tenere compatta la maggioranza in considerazione delle diversità di vedute tra i suoi alleati. Il dibattito parlamentare dei prossimi giorni sarà quindi determinante per definire la posizione dell’Italia in Europa e la solidità della coalizione di governo.

I tre punti salienti dell'articolo

  • Meloni e le tensioni nella maggioranza - Giorgia Meloni si prepara a un passaggio parlamentare chiave prima del Consiglio europeo, cercando di evitare divisioni interne nella coalizione di governo. La Lega si oppone al riarmo europeo e agli investimenti in armi, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia sostengono una strategia più allineata all’UE.

  • Divergenze tra alleati e posizioni delle opposizioni - La Lega ritiene prioritari gli investimenti per sicurezza interna e welfare, opponendosi al progetto "ReArm Europe". Forza Italia mantiene una certa autonomia di pensiero, mentre il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle restano divisi su difesa e finanziamenti militari, con posizioni che spaziano dal compromesso alla richiesta di stop agli armamenti.

  • Il dibattito parlamentare e la tenuta del governo - Meloni interverrà in Senato e alla Camera per difendere la linea del governo, ribadendo il sostegno a Kiev e la contrarietà all’invio di truppe italiane in Ucraina. Il governo dovrà lavorare per trovare una sintesi condivisa, mentre il PD affronta divisioni interne sulla politica estera.

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Pasquale Narciso
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