12 Mar, 2025 - 10:43

Chi è Lauro Azzolini? Ecco cosa ha detto l'ex brigatista su Cascina Spiotta

Chi è Lauro Azzolini? Ecco cosa ha detto l'ex brigatista su Cascina Spiotta

Lauro Azzolini è una figura controversa della storia italiana, noto per il suo coinvolgimento nelle Brigate Rosse durante gli "anni di piombo". Azzolini è stato un membro di spicco dell'organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra attiva principalmente negli anni '70.

Chi è Lauro Azzolini e che ruolo aveva nelle Brigate Rosse?

Nato il 10 settembre 1943 a Casina, Azzolini è stato un militante attivo e un dirigente delle BR. La sua carriera all'interno del gruppo è stata caratterizzata da un coinvolgimento diretto in operazioni violente, tra cui il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro, un evento che ha segnato profondamente la storia italiana.

Recentemente, Azzolini ha riacquistato attenzione mediatica per la sua testimonianza riguardante la sparatoria alla Cascina Spiotta, avvenuta il 5 giugno 1975. Durante questo evento, due persone persero la vita: l'appuntato dei carabinieri Giovanni D'Alfonso e Mara Cagol, una figura di spicco delle BR e moglie del fondatore Renato Curcio. Azzolini ha dichiarato di essere stato presente alla sparatoria e ha descritto gli eventi con dettagli che hanno riaperto il caso dopo quasi cinquant'anni.

Azzolini è stato identificato come "il brigatista ignoto" nella sparatoria di Cascina Spiotta. In un recente processo, ha rivelato che lui e Cagol avevano tentato di fuggire prima di arrendersi. Ha espresso rammarico per le morti avvenute, affermando che "morirono due persone che non avrebbero dovuto morire" e ricordando Cagol come una "cara persona" che si era arresa con le braccia alzate.

Inoltre, Azzolini è stato condannato all'ergastolo per il suo ruolo in attività terroristiche legate alle BR, ma è stato liberato dopo aver scontato la pena. La sua testimonianza attuale è vista come una potenziale chiave per chiarire i fatti storici legati alle BR e alle loro operazioni.

Cosa ha detto Lauro Azzolini su Cascina Spiotta?

Nel corso della sua testimonianza sul caso Cascina Spiotta, Azzolini ha descritto la confusione e il panico che regnavano al momento dell'incidente. Ha spiegato che non avevano ricevuto alcun addestramento specifico per gestire situazioni come quella e che la loro reazione fu improvvisata. "Nessuno ci ha addestrati", ha affermato, evidenziando la mancanza di preparazione del gruppo.

Azzolini ha anche parlato di Mara Cagol, descrivendo l'ultima immagine che ha di lei: "Si era arresa con entrambe le braccia alzate, disarmata, urlava di non sparare". Questa testimonianza non solo offre uno sguardo sulla dinamica degli eventi quel giorno, ma mette anche in luce il dolore personale e il rimorso che Azzolini prova per quanto accaduto.

La riapertura del caso della Cascina Spiotta è stata motivata dalla richiesta del figlio del carabiniere Giovanni D'Alfonso, Bruno D'Alfonso. Grazie a nuove prove, tra cui impronte digitali trovate su documenti risalenti all'epoca dei fatti, Azzolini è stato nuovamente chiamato a rispondere delle sue azioni. Durante il processo attuale, insieme ad Azzolini sono imputati anche i capi storici delle Brigate Rosse, Renato Curcio e Mario Moretti.

Nel corso della sua ultima testimonianza, Azzolini ha dichiarato:

virgolette
Quello fu un giorno maledetto che non dimenticherò mai. È successo ciò che non doveva mai succedere. Il dolore è incancellabile. (...)Uscito dalla mia vettura, mi affiancai a Mara che era già sul prato. Notai che sanguinava da un braccio. Le chiesi se era ferita. Mi disse di sì ma che non era niente e che, se c'era ancora l'occasione, di tentare di fuggire. Risposi che avevo ancora una ‘srcm’ (una bomba a mano – ndr). Al suo cenno la lanciai e mi misi a correre verso il bosco convinto che Mara mi avrebbe seguito. Raggiunto il bosco mi accorsi che lei non c'era. Guardai verso il prato della cascina e l’ultima immagine di Mara, che non dimenticherò mai, è di lei ancora viva che si era arresa con entrambe le braccia alzate.(...)Ho sentito dire che saremmo stati istruiti e addestrati a cosa fare in quei casi, ma non è vero. Non sapevamo assolutamente cosa fare perché non era mai successo.
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