Sono sempre più evidenti le tensioni all'interno della maggioranza sulla posizione da adottare sul conflitto in Ucraina. Domani intanto la Lega scende in piazza per una manifestazione che può essere anche letta come una critica implicita alle scelte del Governo.
Sabato 8 e domenica 9 marzo, infatti, il vicepremier Matteo Salvini porta la Lega in piazza dire 'no' al riarmo europeo e per riaprire il dibattito sul tema della rottamazione delle cartelle esattoriali.
I mille gazebo nelle piazze italiane di Matteo Salvini sono lo specchio di una maggioranza di governo in grande difficoltà, in cui ognuno sembra andare per la propria strada.
Mentre l'Europa sta attraversando uno dei periodi di maggiore instabilità politica degli ultimi ottant'anni, Giorgia Meloni riesce a fatica a tenere a bada i suoi due vicepremier, che continuano a cantarsele di santa ragione.
L'irruzione di Donald Trump sulla scena politica internazionale ha acuito le distanze tra gli alleati e a nulla sono valsi gli appelli ad abbassare i toni per evitare speculazioni sulla tenuta del governo, poiché le dichiarazioni al vetriolo tra i due vicepremier continuano ad essere all'ordine del giorno.
L'iniziativa promossa dalla Lega in mille piazze italiane, con altrettanti gazebo per la raccolta di firme per la "Pace in Ucraina e la pace fiscale in Italia", non è stata accolta benissimo in maggioranza.
Non ci sono state dichiarazioni ufficiali, ma sicuramente agli alleati di Fratelli d'Italia e Forza Italia non sarà sfuggito il fatto che, quella della Lega sembra essere a tutti gli effetti una manifestazione contro le decisioni dell'esecutivo in tema di politica estera e fisco.
Salvini ha deciso di portare la Lega in piazza contro il governo? Così sembrerebbe, tanto che nei giorni scorsi ci ha pensato il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte a ricordargli che essendo in maggioranza, le sue domande potrebbe rivolgerle direttamente agli alleati di governo.
Salvini annuncia "mille piazze" sabato e domenica per chiedere la fine della guerra in Ucraina e la "pace fiscale" sulle cartelle esattoriali. Matteo, un consiglio: basta andare in una sola piazza, piazza Colonna, citofonare a Palazzo Chigi - dove sei vicepremier - e parlare con…
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) March 3, 2025
Un consiglio che Salvini, tuttavia, sembra aver ignorato continuando ad andare per la sua strada.
Ieri, mentre Giorgia Meloni a Bruxelles dava parere favorevole al piano ReArm Europe di Ursula von der Leyen, il leader della Lega ha postato un altro video sui suoi canali social in cui chiamava gli italiani in piazza per dire no alle spese per il riarmo degli Stati.
Da una parte una sinistra che manifesterà per la guerra, dall’altra tanti italiani che chiedono pace, serenità e lavoro.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) March 6, 2025
A te la scelta.
Sabato e domenica ti aspettiamo in MILLE piazze italiane: trova su https://t.co/b3YVUAMOet quella più vicina a te.
Per restituire un… pic.twitter.com/ffeq41xMwx
La piazza, infine, è stata convocata anche per chiedere la rottamazione definitiva delle cartelle esattoriali, 'una pace fiscale'. Un'iniziativa che qualcuno potrebbe interpretare come un tentativo di fare pressione su Palazzo Chigi, infastidendo gli alleati su un tema - come quello del fisco - considerato una bandiera di tutto il centrodestra.
Le critiche del leader della Lega all'Europa sulla gestione del conflitto russo-ucraino continuano a creare tensioni con l'alleato Forza Italia, che nella maggioranza di governo è l'anima più dichiaratamente europeista.
Particolarmente infastidito è il leader azzurro, Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, chiamato quotidianamente a dover replicare alle dichiarazioni di Salvini. Dichiarazioni sempre misurate, che però non riescono a nascondere il fastidio per i frequenti sconfinamenti di ruolo del ministro dei Trasporti.
Oggi, ad esempio, Tajani è intervenuto nuovamente per ricordare all'alleato che la politica estera in Italia la dettano la presidente del Consiglio e il titolare della Farnesina.
Ha dichiarato Tajani intervenendo a ReStart, su Rai3, rispondendo alle critiche del leader della Lega Matteo Salvini e del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, relative alle spese per la difesa.
Tajani ha detto che la posizione italiana è quella espressa ieri dalla premier Giorgia Meloni al Consiglio straordinario di Bruxelles.
Nessun commento da parte della presidente Meloni, che continua a non rilasciare dichiarazioni ufficiali.
È intervenuto, invece, sulla vicenda il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
Ha dichiarato ai microfoni di Tag24.it allineandosi alla posizione di Antonio Tajani.
Ha concluso Lupi.