07 Mar, 2025 - 16:06

Renzi stronca il ReArm Europe: "Se il piano lo facciamo scrivere a von der Leyen, siamo rovinati"

Renzi stronca il ReArm Europe: "Se il piano lo facciamo scrivere a von der Leyen, siamo rovinati"

Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia sono in disaccordo sul ReArm Europe, l'ambizioso programma da 800 miliardi di euro ipotizzato dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen. Lo scopo sarebbe quello di rendere l'Unione Europea un soggetto politico capace di difendersi anche nel caso in cui il sostegno economico-militare degli Stati Uniti venga in un prossimo futuro a mancare.

È presto per dire se il ReArm Europe sarà il primo passo per un esercito comune europeo ma già da oggi i tre partiti di centrodestra al governo mostrano la propria posizione al riguardo. La Lega non è interessata a destinare fondi a una forza di difesa europea, mentre Forza Italia ritiene il progetto coerente con il proprio orientamento politico.

E i meloniani? Per rispondere a questa domanda si potrebbe chiedere a Giorgia Meloni, ma la premier evita qualsiasi confronto in Parlamento. Matteo Renzi la pensa così: il leader di Italia Viva non solo critica l'atteggiamento ambiguo e attendista della premier, ma boccia anche il progetto di von der Leyen: "Se lo gestisce come il Green Deal non andremo da nessuna parte".

Il "ReArm Europe" di von der Leyen non piace a Renzi

Matteo Renzi e Matteo Salvini in questi giorni sono accomunati da una cosa: le critiche ad Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione UE si è spesa tanto per far accettare l'idea che in Europa ci sia bisogno di un cambio di passo per quanto riguarda la difesa del continente dalle minacce esterne.

Nessuno dei due politici crede che sia possibile salvare qualcosa dal ReArm Europe. Se i leghisti criticano il fatto che per le armi sia possibile sforare il Patto di Stabilità (ma non per scuola e sanità), il leader di Italia Viva contesta la caoticità di uno strumento che ha ancora contorni troppo fumosi, così come le risorse economiche alla sua base - molto più basse se paragonate a quanto spendono per la propria difesa Cina e Stati Uniti, o la stessa Russia.

Le similitudini fra i due Matteo finiscono però qui. Renzi infatti si professa europeista e critica chi pretende di dare "patenti di europeitudine" a seconda della vicinanza o meno alle proposte di von der Leyen e soci. Una difesa comune, anzi, un esercito comune sono quantomai necessari visti i repentini cambiamenti politici e militari, ma quanto tempo ci vorrà? Quanto costerà il tutto?

Sono domande che per l'ex premier sono rimaste inevase, a causa anche di chi ha proposto il ReArm Europe. Se lasciamo tutto nelle mani di von der Leyen, in sintesi, l'Europa non farà nessun passo in avanti:

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Sono per l'esercito europeo, ma se c'è una persona che non deve fare questo piano è von der Leyen che vive di slogan e l'ultima volta che ha fatto un piano ha azzoppato il settore dell'automotive e mezzo settore della manifattura. L'Europa deve decidere se questa roba la fa insieme o se ognuno va per i fatti suoi. Se però il piano lo facciamo scrivere a Ursula von der Leyen, la donna che già con il green deal ha mezzo distrutto l'economia europea, siamo rovinati.

"Solo per slogan per la difesa europea, nessuno entra nel merito"

Renzi d'altronde rivendica una specie di primato. È dal 2022 che lui è il solo politico che spiega a chiare lettere come le istituzioni europee siano state lente e miopi nei confronti di chi - come Vladimir Putin - aveva mostrato le sue bellicose intenzioni

Putin è quel tipo di persona, secondo Renzi, che non trattava con Tony Blair o Angela Merkel perché questi politici mancavano di forza; l'ex cancelliera tedesca era d'altronde convinta che grazie agli scambi commerciali la Russia avrebbe adottato pian piano istituzioni politiche democratiche.

Considerato questo scenario, non stupisce che il presidente francese Emmanuel Macron abbia messo sul tavolo l'idea di allargare l'ombrello nucleare francese al resto d'Europa (anche se la decisione ultima di usare le armi atomiche resterebbe nelle mani del capo politico francese). Ipotesi che Gran Bretagna e Polonia, considerato l'atteggiamento ambiguo degli Stati Uniti, hanno preso in considerazione.

Renzi accusa infine molti dei partecipanti al dibattito politico di utilizzare soltanto slogan quando parlano di difesa comune o di esercito europeo. Si offre perfino di organizzare qualche incontro televisivo per evitare che circolino informazioni false o fuorvianti su una questione molto importante e da affrontare urgentemente: per l'ex sindaco di Firenze non basta infatti che von der Leyen abbia annunciato il ReArm Europe, ma serve anche che sia al più presto reso operativo.

Renzi contro Meloni: "Prima stava con Biden, ora con Trump..."

Qualcosa che, secondo Renzi, accomuna von der Leyen e Meloni è la convinzione che si possa fare politica tramite slogan. Promettere un aiuto militare all'Ucraina e ignorare le difficoltà per raggiungere lo scopo non è utile in alcun modo alla sicurezza presente e futura dell'Unione Europea: la presidente della Commissione UE lo sa ma, secondo il senatore fiorentino, nasconde i problemi per avere consenso sui social.

Atteggiamento simile per Meloni: la premier è da tempo chiamata dallo stesso Renzi "influencer" e sconta una storia politica che oscilla dalle critiche forti all'Unione Europea all'amicizia politica e personale con il presidente statunitense Donald Trump. Sarebbe interessante capire il suo punto di vista sul ReArm Europe o il posizionamento italiano nella politica internazionale, ma Renzi non sembra crederci molto:

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Con Giorgia Meloni è difficile dare giudizi: da tre mesi scappa dal Parlamento, ieri è andata al Consiglio europeo ma non è voluta venire prima in Aula, sulla politica internazionale una volta stava con Putin e poi è diventata per Biden, poi da Biden a Trump, ora rischia di tornare al punto da dove si era partiti.

I tre punti salienti dell'articolo

  • Divisioni nel centrodestra su ReArm Europe: Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia hanno posizioni contrastanti sul progetto europeo da 800 miliardi proposto da Ursula von der Leyen per rafforzare la difesa dell'UE. La Lega è contraria a investire fondi in un esercito comune, mentre Forza Italia sostiene l'iniziativa. Giorgia Meloni, invece, evita di esprimersi chiaramente sulla questione.
  • Renzi e Salvini criticano von der Leyen: Matteo Renzi e Matteo Salvini, pur con visioni politiche diverse, condividono una critica forte nei confronti di von der Leyen e del ReArm Europe. Salvini denuncia il fatto che si possano sforare i vincoli di bilancio per le spese militari ma non per scuola e sanità. Renzi, invece, ritiene che il piano sia confuso e mal gestito, paragonandolo al Green Deal, che secondo lui ha danneggiato l’economia europea.
  • Renzi contro Meloni e la politica degli slogan: Renzi accusa sia von der Leyen che Giorgia Meloni di fare politica con slogan senza entrare nel merito delle questioni. Il leader di Italia Viva critica Meloni per il suo atteggiamento ambiguo sulla politica internazionale, sostenendo che nel tempo sia passata da posizioni filorusse a filoamericane senza una strategia chiara.
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Pasquale Narciso
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