Un anno. Tanto è passato dalla notte in cui Mara Favro, 51enne di Susa, fu avvistata per l'ultima volta prima che di lei si perdessero le tracce. Oggi, 7 marzo 2025, è arrivata, alla fine, la notizia che i familiari si aspettavano: sono sue le ossa ritrovate qualche giorno fa in un dirupo nei boschi di Gravere, zona coperta dalla cella a cui il suo telefono si era agganciato prima di spegnersi definitivamente. Com'è arrivata lì? Cosa le è successo? È stata uccisa?
Sono tanti gli interrogativi che ruotano attorno al caso della donna scomparsa la notte tra il 7 e l'8 marzo 2024. I suoi resti sono stati ritrovati in un'area isolata, a pochi chilometri di distanza dal luogo del suo ultimo avvistamento, la pizzeria "Don Ciccio" di Chiomonte, dove lavorava da circa una settimana, e da Susa, dove viveva, nel Torinese.
Secondo prime indiscrezioni, le ossa erano in un terreno che cade a strapiombo sul fiume Dora, che era già stato oggetto di ricerche da parte degli inquirenti. Una delle ipotesi, ancora da confermare, è che la 51enne sia stata uccisa e poi gettata nel dirupo da qualcuno che, così facendo, sperava, probabilmente, che il suo corpo finisse in acqua e non venisse ritrovato.
La notizia riportata dalla trasmissione "Chi l'ha visto", che si sta occupando del caso, sulla sua pagina Facebook.
Intervenendo a "Fatti di nera" su Cusano Italia Tv, il consulente della famiglia Favro, Fabrizio Pace, aveva smentito, già ieri, l'informazione - diffusa da diversi quotidiani - secondo cui sulle ossa sarebbero state trovate "fratture multiple" o "lesioni".
"L'esame autoptico non è ancora stato effettuato", aveva anticipato ai microfoni della trasmissione condotta da Sharon Fanello e Gabriele Raho. L'incarico verrà conseguito il prossimo 12 marzo. Solo allora sarà possibile determinare la causa del decesso di Mara e, di conseguenza, fare una prima ricostruzione dei fatti.
Il procuratore aggiunto Cesare Parodi, che coordina le indagini, ha già notificato agli indagati e alle parti offese l'avviso riguardante prossimi "accertamenti irripetibili" da eseguire sul corpo, a cui tutti, tramite i propri consulenti, potranno prendere parte la prossima settimana.
Alla tesi di un allontanamento volontario o di un possibile gesto estremo da parte della 51enne, legatissima alla figlia di 9 anni, i familiari non hanno mai creduto. Per questo, dopo una prima fase investigativa, tramite l'avvocato Roberto Saraniti, hanno presentato alla Procura un esposto, affinché indagasse con l'ipotesi di reato di omicidio e occultamento di cadavere.
Il fascicolo aperto vede attualmente iscritti nel registro dei sospettati due uomini, gli ultimi ad aver visto Mara viva: Vincenzio Milione, titolare della pizzeria in cui la donna lavorava, e Cosimo Esposto, pizzaiolo e collega. Entrambi hanno negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.
Le loro versioni, tuttavia, sono contrastanti. Il primo sostiene di aver visto Mara lasciare il locale insieme a Esposto verso le 2.30, per poi tornare indietro a recuperare le chiavi di casa dimenticate, e rimettersi in strada, con l'intento di chiedere un passaggio, di fare l'autostop.
Il secondo afferma sin dall'inizio di non aver avuto, quella sera, "né la macchina né la patente". Uno dei due mente? Al momento resta un enigma, come gli strani messaggi inviati dalla 51enne nella notte della scomparsa e le scritte rinvenute sullo specchio della sua abitazione: "Io sottoscritta dichiaro fedeltà allo Stato italiano", e altro. Per arrivare alla verità, bisognerà ancora attendere. Intanto, un passo in avanti è stato fatto.