L’Europa si riarma perché teme lo scoppio della guerra? Nessuno ha il coraggio di dirlo chiaramente, tuttavia, le dichiarazioni dei principali leader europei, pur non essendo esplicite, fanno temere lo scenario peggiore.
Ieri il presidente francese Emmanuel Macron lo ha detto chiaro e tondo. Ursula von der Leyen ci gira intorno da settimane, ma il senso delle sue dichiarazioni è palese. I ‘ragionieri’ tedeschi sono pronti addirittura a derogare il Patto di Stabilità, cosa che sembrava fantascienza fino a pochi mesi fa, per finanziare il riarmo degli Stati UE. Il presidente Usa, Donald Trump la ha addirittura evocata nel corso della drammatica conferenza stampa alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Insomma, tutti gli indizi portano a un’unica conclusione: che lo dicano o no, i leader europei temono che il conflitto russo-ucraino possa allargarsi al resto dell’Europa. Uno scenario che vedrebbe particolarmente a rischio altre repubbliche ex sovietiche, i Balcani e la Scandinavia.
Oggi, intanto, a Bruxelles i leader europei si riuniscono per discutere il piano ReArm Europe.
Riarmo, deterrenza, difesa comune, invio di truppe, terza guerra mondiale. Sono le parole più utilizzate dai leader europei dal giorno dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
Il Mondo è entrato in una nuova fase e l’Europa sta a fatica cercando di adeguarsi.
Ieri sera, il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che “E’ la fine dell’innocenza” nel suo discorso ai francesi sulla necessità di riarmarsi per contrastare la minaccia russa. Il capo dell’Eliseo, in un discorso durissimo ha dichiarato senza mezzi termini che il mondo sta entrando in una nuova era e che:
Parole che sanno di guerra e che riportano alla memoria discorsi ben più drammatici.
L’Europe de la défense que nous défendons depuis 8 ans devient donc une réalité. pic.twitter.com/676XayxM5z
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) March 5, 2025
Le parole di Macron non sono state accolte con favore dalla Russia. Oggi, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov (citato dalla Tass), ha dichiarato che le affermazioni del presidente francese sul nucleare sono una minaccia alla Russia. Il Cremlino ha poi accusato Macron di volere "la continuazione della guerra".
La presidente Ursula von der Leyen ha utilizzato termini più ‘diplomatici’ ma, il significato è lo stesso. Parlando del piano di riarmo UE, la presidente UE ha detto, testuali parole:
Paventando, quindi, una minaccia alla sopravvivenza dell'Europa, così come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
We are living in dangerous times.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) March 4, 2025
Europe‘s security is threatened in a very real way.
Today I present ReArm Europe.
A plan for a safer and more resilient Europe ↓ https://t.co/CYTytB5ZMk
La Terza Guerra Mondiale è stata addirittura evocata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel corso della drammatica conferenza stampa alla Casa Bianca con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, accusando quest’ultimo di giocare con a carte con la vita di milioni di uomini.
“Stai giocando d’azzardo con la possibilità della Terza guerra mondiale”, ha detto Trump sdoganando la possibilità che una tale eventualità possa effettivamente verificarsi.
Vladimir Putin e la Russia, fanno paura e l’Europa adesso teme di trovarsi senza difese in caso di minaccia.
E quello che le parole non dicono, infine, lo dicono i fatti. Il governo tedesco Germania, tra i più rigidi difensori della stabilità dei conti europei, non solo non si è opposto alla necessità di derogare al Patto di Stabilità per sostenere gli Stati UE nell’acquisto di armi, ma è anche uno dei principali sostenitori del piano.
Oggi a Bruxelles i leader dei 27 Paesi dell’Unione Europea si riuniscono per decidere il via libera al piano ReArm Europe, un massiccio piano di investimenti (circa 800miliardi di euro) per finanziare l'acquisto di armi di deterrenza, presentato nei giorni scorsi dalla presidente UE Ursula von der Leyen.
Gli occhi del mondo, oggi, sono puntati sul vertice straordinario a cui parteciperà anche Zelensky. Al tavolo dei ventisette, gli Stati europei dovranno mostrare ognuno le proprie carte e dichiarare il proprio sostegno al piano per la difesa UE.
Scontato l’appoggio di Francia e Germania, anche la Spagna di Pedro Sanchez ha detto che appoggerà il piano. Difficile che gli altri stati alleati si tirino indietro, Italia compresa, che naturalmente metterà sul tavolo le proprie osservazioni. Preoccupano, invece, le posizioni dei paesi filo-Trump, come l’Ungheria di Victor Orbán e la Repubblica Slovacca di Robert Fico.
La votazione ci sarà probabilmente il 20 marzo, ma il vertice straordinario di oggi servirà per contarsi e per dichiarare la propria adesione alle politiche UE di difesa.
Chiara la posizione di molti stati, ma non quella italiana. Ieri sera, il presidente francese ha parlato alla nazione per giustificare la decisione di investire nel riarmo, mentre la premier italiana non si è sbottonata, suscitando le proteste delle opposizioni che avevano chiesto che andasse in Parlamento a riferire la posizione dell’Italia.
Nel governo le posizioni tra gli alleati sono molto distanti e difficilmente conciliabili. Ieri il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato che la permanenza di Forza Italia in maggioranza è strettamente connessa alla vocazione europeista del Governo, mentre invece la Lega è su posizioni opposte, pro-Trump e contro l’UE.
Giorgia Meloni non si è sbilanciata, ma è evidente la sua difficoltà a conciliare l’esigenza di non irritare Trump con il non mettersi ai margini dell’UE, dicendo 'no' al piano di riarmo.