Uno spettacolo indegno in un contesto solenne. Così si potrebbe descrivere l'incontro tra il presidente degli USA, Donald Trump, e il suo corrispettivo ucraino, Volodymyr Zelensky, alla Casa Bianca nella giornata di ieri, 28 febbraio 2025. Il confronto tra i due leader doveva essere un passo fondamentale per la pace in Ucraina dopo tre anni di guerra, soprattutto dopo la visita del presidente francese Macron e del premier britannico Starmer nella scorsa settimana.
Quello che si è visto nello Studio Ovale è sembrato tutto fuorché un incontro diplomatico. Trump ha accusato Zelensky e ha rimarcato come il ruolo degli Stati Uniti sia stato fondamentale per evitare che Kiev capitolasse dopo due settimane. Il presidente ucraino è stato anche preso in giro per il suo abbigliamento. Zelensky ha lasciato la Casa Bianca irritato, senza firmare l'accordo sulle risorse minerarie, e Trump si è limitato a dire: "Non è pronto per la pace, quando lo sarà tornerà".
Dall'Europa e dall'Italia non sono mancate reazioni a quanto accaduto. Bruxelles osserva sgomenta l'atteggiamento di Trump e degli Stati Uniti nei confronti di Kiev e ribadisce la sua vicinanza al popolo ucraino. In Italia, la politica si divide: da una parte c'è chi ritiene che Trump abbia ragione, dall'altra c'è chi è al lavoro per trovare una mediazione che impedisca situazioni come quella osservata ieri.
L'idea di Meloni è quella di mettere in atto un'azione unitaria dell'Occidente per porre fine al conflitto in Ucraina. Secondo la presidente del Consiglio, è necessario un confronto tra alleati per evitare ulteriori divisioni che potrebbero rafforzare la posizione del presidente russo Vladimir Putin. Il problema? Il vertice che Meloni vorrebbe deve necessariamente portare al tavolo del confronto sia l'Unione Europea sia gli Stati Uniti per discutere delle sfide del presente, partendo proprio dalla guerra che infuria da tre anni nell'Est Europa. Un'impresa titanica, visto l'andazzo dell'incontro di ieri tra Trump e Zelensky.
Della stessa idea è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha ribadito come, dopo quanto accaduto nello Studio Ovale, anche l'UE debba giocare un proprio ruolo per la pace in Ucraina:
Il Partito Democratico ha espresso la propria vicinanza alla popolazione ucraina. Nel frattempo, la segretaria dem, Elly Schlein, ha ribadito che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, deve scegliere tra il rapporto privilegiato con Donald Trump, che le permetterebbe più potere nelle trattative sui dazi in Europa, e quello con Bruxelles.
Dello stesso avviso è anche Giuseppe Conte. Il leader del M5S ha spiegato che la figuraccia di ieri, avvenuta nello Studio Ovale, non fa altro che avvantaggiare Trump:
Come sempre, è il leader della Lega a spaccare il centrodestra. Mentre la maggioranza di governo sembrerebbe compatta nel condannare quanto accaduto nella giornata di ieri alla Casa Bianca, il segretario del Carroccio si limita a complimentarsi con Trump e a ribadire che il presidente statunitense porterà la pace.
Assieme al messaggio del vicepremier, sui social è stato condiviso anche il video dell'incontro nello Studio Ovale. La reazione di Salvini, che sicuramente avrà fatto storcere il naso a tanti esponenti del centrodestra, non deve sorprendere: il leader della Lega è da sempre un grande sostenitore di Trump e in più occasioni ha speso parole per la pace in Ucraina "a tutti i costi".
Parole contro Zelensky arrivano dal deputato leghista e sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso che scrive su X:
Resta da vedere se queste dichiarazioni provocheranno effetti negativi nella maggioranza o se passeranno in sordina.