25 Feb, 2025 - 19:33

Santanchè, la Pitonessa coi tacchi 12 e la collezione di borse morde chi voleva sfiduciarla: "Io, il vostro male assoluto"

Santanchè, la Pitonessa coi tacchi 12 e la collezione di borse morde chi voleva sfiduciarla: "Io, il vostro male assoluto"

E insomma: fino a oggi si sapeva che il diavolo vestisse Prada. Ora, che veste anche Daniela Santanchè. L'ha svelato lei stessa, la Pitonessa in persona, nel corso del dibattito che si è acceso in Parlamento sulla mozione di sfiducia che l'opposizione ha presentato nei suoi riguardi dopo i guai giudiziari in cui è rimasta coinvolta. 

La mozione, come facilmente pronosticato, è stata respinta. Ma agli atti della Camera è rimasta in ogni caso tutta la verve della ministra del Turismo del governo Meloni. La quale, annunciando di essere pronta a difendersi nei processi e a riservarsi la scelta di dimettersi nei prossimi giorni, ha fatto mettere a verbale che lei, sì, signori cari, nell'ordine: indossa scarpe tacco 12, ha una collezione di borse, ama vestire bene, tiene al suo fisico, è una donna d'affari che gestisce aziende come il Billionaire e il Twiga e, in ultima analisi, rivolta al centrosinistra che la voleva sfiduciare, si sente "l'emblema di tutto ciò che detestate: lo rappresento pla-sti-ca-men-te".

Santanchè, il morso della pitonessa alla sinistra con tacco 12 e collezione di borse

Tailleur, giacca rossa, foulard viola a pois, occhiali con montatura tartaruga alla moda: eh, signori cari! Se si nasce Pitonessa, non si può morire certo agnellina. Daniela Santanchè si è presentata al cospetto della sinistra che voleva la sua testa con la mozione di sfiducia vestita a modo suo, come una novella Maria Antonietta. Il popolo, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Fratoianni, Bonelli, lo stesso Renzi, non hanno più pane? Mangino brioche. Oppure come quell'indimeticabile Alberto Sordi nei Vitelloni:

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Lavoratoriii...

E insomma, ci siamo capiti: la scena è questa

Certo: ora, per il suo bene, bisogna sperare che la macchina non si inceppi. Nel frattempo, però, volendo citare un altro grande Sordi, lei è lei: la Pitonessa. Gli altri non sono un ca**o.

Tant'è che di tutto ha parlato, Daniela Santanchè, nel difendersi dalle accuse che le piovevano dall'opposizione, tranne che del merito delle questioni che si sollevavano. Eh, signori cari: per quelle, giustamente, ci saranno i tribunali: la Pitonessa non si fa mettere certo in gabbia dai tribuni del  centrosinistra! E, a dirla tutta, nemmeno da quelli del centrodestra che, pur respingendo la sfiducia, continuano a fare troppo poco per dimostrarle vera solidarietà:

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Rifletterò sulle dimissioni, ma sola: senza ricatti. Sarò guidata solo dal rispetto del mio premier, del Governo, della maggioranza. Ma soprattutto dall'amore per Fratelli d'Italia

Come si è difesa

Ma prima ancora di andare al nocciolo della questione, se resta o va via dopo i suoi guai con la giustizia, Daniela Santanchè ha voluto vivere quello che potrebbe essere il suo ultimo atto in Parlamento davvero a modo suo: attaccando, anziché difendendosi. Allora, ne è uscito un vero e proprio manifesto del Santanchenismo o, se preferite, del Pitonessismo all'italiana: 

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Io sono il vostro male assoluto: indosso i tacchi 12, amo vestire bene, ci tengo al mio fisico. Ma non solo: sono anche quella del Billionaire e del Twiga, aziende che voi tanto criticate ma che danno lavoro. E sono anche l'intestataria del numero di telefono che tanti di voi avete composto. Ma mi fermo qui perché, anche se voi non lo pensate, io sono una signora

Di più: Daniela Santanchè oggi ha voluto essere una signora Pitonessa. Molto di più di un sex symbol della destra:

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Non ho nulla da temere, ci vedremo in tribunale. Nelle mie borse non c'è paura

Eccole, le borse: mentre Elly Schlein ha bisogno di una armocronista per vestirsi abbinando bene i colori, lei, sua signora Santanchè, ha scolpito sulla pietra di Montecitorio quanto segue:

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Non ho alcun problema a denunciarlo: io ho una collezione di borse. Mio padre, che era l'ottavo figlio di una famiglia contadina, mi ha insegnato che si ruba solo quello che si nasconde. E io non ho nulla da nascondere

Poi il gran finale rivolta ai banchi della sinistra:

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Io sono l'emblema di tutto ciò che detestate, lo rappresento pla-sti-ca-men-te

Al che, fuori campo, si sente una vocina fare una battuta su quel "plasticamente" alludendo, evidentemente, ai ritocchini di chirurgia plastica o a qualcosa del genere: che la Pitonessa lo perdoni, sarà stato qualcuno che, per dirla come ha fatto lei, "vuole combattere la ricchezza anziché la povertà".

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Giovanni Santaniello
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