23 Feb, 2025 - 21:08

I "papabili": chi potrebbe essere il successore di Papa Francesco?

I "papabili": chi potrebbe essere il successore di Papa Francesco?

La successione al soglio pontificio è sempre un evento di grande rilevanza per la Chiesa cattolica e per il mondo intero. Papa Francesco, eletto nel 2013, ha guidato la Chiesa con uno stile pastorale innovativo, privilegiando il dialogo con i più deboli e un’attenzione particolare alle questioni sociali e ambientali. Tuttavia, con l’età avanzata e i recenti gravi problemi di salute, si è aperta la discussione su chi potrebbe essere il suo successore. 

I criteri per l’elezione di un Papa

La scelta del nuovo Papa è affidata ai cardinali elettori, ossia coloro che hanno meno di 80 anni al momento della sede vacante. Il conclave, riunito nella Cappella Sistina, è chiamato a discernere il candidato più adatto a guidare la Chiesa. Solitamente, i criteri che influenzano la scelta includono l’esperienza pastorale, l’orientamento dottrinale, la capacità di gestione della Curia romana e l’abilità nel dialogo con le sfide del mondo contemporaneo.

I principali candidati

Tra i cardinali che potrebbero succedere a Papa Francesco, alcuni nomi emergono con maggiore frequenza nei dibattiti ecclesiastici e tra gli osservatori vaticani.

Cardinale Matteo Zuppi (Italia)

Attuale arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi è considerato un possibile successore di Papa Francesco per la sua vicinanza agli ultimi e il suo impegno per la pace. Ha un forte profilo pastorale ed è noto per il suo legame con la Comunità di Sant’Egidio, un movimento cattolico impegnato nella mediazione diplomatica e nell’aiuto ai poveri. La sua elezione segnerebbe una continuità con lo stile di Francesco, mantenendo un approccio aperto e dialogante.

Cardinale Péter Erdő (Ungheria)

Erdő è spesso citato tra i candidati al papato. Di formazione teologica rigorosa, Erdő è un cardinale di orientamento più conservatore rispetto a Papa Francesco. La sua elezione potrebbe segnare un ritorno a un pontificato più tradizionale, soprattutto in ambito dottrinale e liturgico. La sua candidatura sarebbe ben vista da coloro che ritengono che la Chiesa debba rafforzare la propria identità e non cedere a eccessive aperture.

Cardinale Luis Antonio Tagle (Filippine)

Ex arcivescovo di Manila e attualmente prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Luis Antonio Tagle è considerato un forte candidato per il futuro della Chiesa. Ha un profilo carismatico, una grande vicinanza ai poveri e un’attenzione particolare per l’evangelizzazione dell’Asia. Se fosse eletto, diventerebbe il primo Papa asiatico dell’epoca moderna, segnando un passaggio simbolico verso una Chiesa sempre più globale.

Cardinale Robert Sarah (Guinea)

Di orientamento più tradizionalista, il cardinale guineano è stato prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. È noto per le sue posizioni ferme sulla liturgia e la morale cattolica. Se eletto, potrebbe rappresentare una svolta più conservatrice rispetto al pontificato di Francesco, riportando l’attenzione su temi dottrinali e identitari.

Cardinale Christoph Schönborn (Austria)

Arcivescovo di Vienna, Schönborn è una figura equilibrata, con una solida preparazione teologica e un atteggiamento pastorale aperto. Ha avuto un ruolo importante nella stesura del Catechismo della Chiesa Cattolica e si è distinto per un approccio moderato e dialogante su questioni etiche e sociali. Potrebbe essere una scelta di compromesso tra le diverse anime della Chiesa.

Le dinamiche del conclave

Oltre alle qualità individuali dei candidati, l’elezione di un Papa è influenzata da dinamiche geopolitiche ed ecclesiali. Un fattore chiave sarà il desiderio di continuità o discontinuità con il pontificato di Francesco. Se i cardinali elettori vorranno proseguire sulla strada delle riforme, sceglieranno un candidato come Zuppi o Tagle. Se invece emergerà la volontà di un ritorno a posizioni più tradizionali, figure come Erdő o Sarah potrebbero guadagnare consensi.

Un altro elemento da considerare è la crescente influenza della Chiesa in America Latina, Africa e Asia. Storicamente, il papato è stato appannaggio di cardinali europei, ma il prossimo conclave potrebbe segnare un cambiamento con l’elezione di un Papa proveniente da un’area in crescita numerica e spirituale.

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