Fischi, cori e un'università occupata. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si è trovato di fronte a questo scenario nella giornata di oggi, 21 febbraio 2025, quando si è recato al Politecnico di Torino per l'inaugurazione dell'anno accademico. Un gruppo di studenti ha srolotato un enorme striscione dal tetto sopra l'aula magna con sopra scritto: "Tajani non sei il benevenuto, fuori la guerra dall'Università".
Su Corso Castelfidardo, vicino all'ingresso del Politecnico, un secondo gruppo di ragazzi ha contestato l'arrivo del vicepremier e la polizia ha dovuto bloccare le entrate per evitare ulteriori problemi di ordine pubblico. Tajani è riuscito a tenere il suo intervento all'interno dell'aula magna dell'Università ma anche qui dentro due studenti hanno cercato di salire sul palco e consegnarli un volantino.
Alla base delle contestazioni nei confronti del vicepremier c'è la gestione da parte del governo italiano del conflitto in corso in Medio Oriente. Secondo quanto affermano da più di un anno gli studenti appartenenti a diversi collettivi universitari, l'Italia non si sta impegnando per la pace e ha preso posizioni troppo vicine a Israele. Negli scorsi mesi, all'interno delle università ci sono state occupazioni contro gli accordi scientifici tra Israele e il nostro Paese perchè ritenuti un aiuto nei confronti di Tel Aviv per portare avanti il conflitto.
Fuori la guerra dall'Università. Questa è la scritta che compare su uno striscione calato dall'aula magna "Giovanni Agnelli" del Politecnico di Torino nella mattinata di oggi, quando il vicepremier Antonio Tajani vi si è recato per l'inaugurazione dell'anno accademico 20242025. Gli studenti contestano ormai da mesi l'atteggiamento dell'Italia troppo vicina a Israele mentre infuria il conflitto in Medio Oriente.
Tra gli esponenti del governo italiano più contestati c'è proprio il ministro degli Esteri. Recentemente il segretario di Forza Italia ha annunciato su X che il governo di Israele ha approvato l’autorizzazione per far entrare nelle acque territoriali di Tel Aviv la nave posa-cavi che dovrà deporre il cavo sottomarino Blue e Raman di Telecom Italia Sparkle. Un rafforzamento quindi delle relazioni con il governo guidato da Netanyahu che gli studenti accusano di genocidio.
Ringrazio il mio collega israeliano @gidonsaar che mi ha appena informato che il suo governo ha approvato l’autorizzazione legale definitiva per far entrare nelle acque ???????? la nave posa-cavi che dovrà deporre il cavo sottomarino “Blue&Raman” di Telecom Italia Sparkle. Sarà una…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) February 18, 2025
Nonostante le polemiche al Politecnico delle scorse ore, il vicepremier è riuscito a presentarsi sul palco e a fare il suo intervento nonostante diversi tentativi di interruzione. Dopo aver lasciato l'aula magna dell'Università di Torino, il segretario di Forza Italia si è recato all'ospedale torinese Regina Margherita verso le ore 13.
Il rettore del Politecnico, Stefano Corgnati, ha spiegato che le contestazioni vanno avanti da diverso tempo - quasi dall'inizio dello scoppio della guerra - e che è stato esercitato il diritto di protesta senza provocare problemi. Ha però ribadito:
E infatti non si tratta della prima protesta con occupazione da parte dei pro Pal in un'università. Gli studenti universitari stanno protestando contro gli accordi di ricerca tra Italia e Israele da un anno e mezzo, in particolare contro il bando di cooperazione scientifica promosso dal Ministero degli Affari Esteri italiano e dal ministero dell’Innovazione israeliano. Gli attivisti ritengono che esiste un rischio che i progetti finanziati possano avere applicazioni sia civili che militari, contribuendo alle operazioni belliche israeliane nei territori palestinesi dell'ultimo mese e mezzo.
Le proteste hanno coinvolto diversi atenei italiani oltre Torino. All’università La Sapienza di Roma, oltre 2500 studenti, ricercatori e 150 docenti hanno firmato un appello per chiedere la sospensione di questi accordi con le università israeliane. In altre città italiane, come Napoli, Firenze e Pisa, si sono svolte manifestazioni e occupazioni per chiedere la fine delle collaborazioni accademiche con Israele.