Non c'è Sanremo senza una polemica. Quest'anno, la 75esima edizione del Festival ha fatto scatenare malelingue e benpensanti. Lo scettro di lamentela 2025, però se lo contendono Willy Peyote e la sua satirica "Grazie ma no grazie" ed Emis Killa, che ha aperto le danze con il suo prematuro ritiro dalla kermesse.
Eppure, l'addio del rapper di Vimercate al Teatro del Casinò non equivale a un "tenersi lontano" definitivo dall'evento e, anzi, la prima serata ha dato di nuovo occasione di riaccendere qualche annosa polemica. Stavolta, le malelingue - come le ha definite il cantante, anche se con epiteti più coloriti - si sono buttate a capofitto sul permesso di poter utilizzare l'Autotune durante le esibizioni.
Dire che il rapper ha risposto in maniera piuttosto adirata ai commenti sarebbe un eufemismo. Ma come sono andate davvero le cose?
Prima di entrare nella polemica è bene fare qualche passo indietro, per guardare la questione in tutta la sua interezza. Spesso, in passato e a quanto pare ancora oggi, diversi ascoltatori hanno denigrato questo o quel cantante - più di frequente un rapper - per l'utilizzo dell'Autotune. Stessa cosa è accaduta con la 75esima edizione del Festival di Sanremo, che quest'anno è condotto da Carlo Conti.
La direzione artistica dell'evento più atteso dell'anno ha permesso ai cantanti in gara di ricorrere allo strumento, così da poter aggiungere effetti sonori particolare. Unica inviolabile regola, pena l'esclusione dalla competizione canora, l'utilizzo dell'Autotune per correggere l'intonazione. Dunque, seppur con limitazioni, il software si può usare.
Una decisione, però, che non è piaciuta troppo al pubblico, che sotto alcuni video della conferenza stampa di Carlo Conti & CO. si è detto contrario perché "bisogna mettere tutti gli artisti sullo stesso piano e l'Autotune è un aiuto per chi non sa cantare".
Il conduttore ha motivato la scelta come un semplice "stare al passo con i tempi", sdoganando in via (quasi) definitiva i tabù che aleggiano sullo strumento. In conferenza stampa, infatti, Conti ha dichiarato:
Man forte ha cercato di darla anche la grande Giorgia, voce potente e inconfondibile e che, di certo, non ha bisogno dell'Autotune per correggere l'intonazione:
Discorso diverso, invece, per il playback, severamente vietato dal regolamento di Sanremo 2025. Un tema potenzialmente pericoloso, visto che dopo la prima serata qualcuno sul web aveva già cominciato ad avanzare dubbi sul fatto che alcuni cantanti sembrassero cantare "per finta" sopra una registrazione. Domande, ovviamente, stroncate sul nascere
Poiché l'Autotune è uno strumento largamente diffuso nella musica rap, trap e in generale alla musica urban, per molti artisti il suo utilizzo è ormai una cosa scontata durante le esibizioni. Anche se questo significa utilizzarlo in competizioni, quali il Festival di Sanremo. Tuttavia, non sempre tale strumento è permesso dai regolamenti, soprattutto se si tratta di storiche gare canore.
Accertato il fatto che il regolamento di Sanremo 2025 ha permesso l'utilizzo dell'Autotune, da cosa nasce allora la polemica? Come anticipato, alcuni utenti non hanno preso bene l'inserimento di questa nuova clausola, arrivando a denigrare lo stesso evento e gli artisti, e sottolineando che così facendo si abbassava ulteriormente il livello delle canzoni.
A sentire queste illazioni, a Emis Killa il sangue è arrivato fino al cervello. Il rapper, che sarebbe dovuto essere in gara al celebre Festival, si è sfogato duramente su Instagram proprio durante la diretta della prima serata della kermesse. Nessun pelo sulla lingua e appellativi piuttosto coloriti per "spiegare una volta per tutte" ai non cantanti e ai non esperti del settore cosa significhi utilizzare l'Autotune.
Ecco le Instagram stories pubblicate dal cantante e ricondivise dalla pagina "Intrashttenimento 2.0":
Da Sfera Ebbasta a Blanco, passando per Capo Plaza, Anna Pepe.
Pare che il noto Festival della canzone italiana, ormai, di spazio alle vere voci ne stia dando molto poco - a leggere tanti dei commenti sul web e anche qualche testata. Fra i 29 cantanti in gara, infatti, pare che una buona parte abbia fatto ricorso all'Autotune, per esibirsi nella prima e nella seconda serata, andate in onda su Rai1.
Fra i rapper e trapper più conosciuti e che solitamente fanno ricorso all'Autotune ci sono Rose Villain, in gara quest'anno fra i Big di Sanremo 2025, e Irama. Altri rapper che sono soliti utilizzare il software e che stanno calcando il palco del Teatro Ariston in queste serate di febbraio sono anche Fedez e Tony Effe.
A non usarlo (e a non averne neppure bisogno) la già citata Giorgia, Clara, Massimo Ranieri, Marcella Bella, Brunori Sas, Lucio Corsi e Francesco Gabbani, che sulla questione ha espresso le proprie perplessità, ammettendo che:
Qualche piccola informazione di servizio su cosa sia l'Autotune, a questo punto, è d'obbligo, almeno per far comprendere se la polemica ha o meno radici fondate.
Inventato dalla Antare Audio Technologies, le origini del software risalgono al 1997, quando a un ingegnere americano, Andy Hildebrand, è venuta in mente la felice idea di brevettare uno strumento che aiutasse i musicisti con l'intonazione. E già, essere intonati, purtroppo, non è una dote innata per tutti e anche alcuni amanti della musica, prima o poi devono scendere a patti con stonature e imperfezioni.
La tecnologia di Hildebrand, quindi, consiste in un software in grado di calcolare in modo ottimizzato i dati e modulare l'intonazione del cantante per migliorarla. In altre parole, se il cantante canta una nota stonata, fuori posto, il programma è in grado di correggerla spostandola a quella corretta o a quella più vicina a quella giusta. Successivi passi avanti, ovviamente, hanno portato ad alcune modifiche del programma, consentendogli oggi di modulare l'intonazione sia a posteriori che in tempo reale.
Tali progressi, però, hanno consentito all'Autotune di essere utilizzato anche per sovrapporre alla voce dell'artista dei semplici effetti sonori. Come ad esempio ha fatto l'iconica e leggendaria Cher con la sua "Believe", entrata nel cuore e nella memoria di intere generazioni
Possiamo riascoltare la canzone di Cher qui:
Nel brano, infatti, la cantante ha sfruttato l'Autotune per sovrapporre alla sua voce degli effetti "robotici" e di "eco" per rendere il singolo ancora più particolare e ritmato. Non che a lei servisse "qualche aiutino" nel canto, vista la sua già naturalmente incredibile voce ("Burlesque" emoziona proprio per le canzoni di Cher e Christina Aguilera).
Nel caso di Sanremo 2025, il problema consiste nel non riuscire esattamente a discernere quando è "correzione dell'intonazione" e quando "effetto". Infatti, tutto dipende da dove si posiziona l'asticella della velocità con cui il programma è in grado di correggere la nota stonata con quella giusta: se posta sullo 0, il software sarà "più lento" e quindi si sentirà il famoso "effetto robotico", dunque, non sarà un aiuto per l'intonazione, quanto una particolare cifra stilistica e non salverà il cantante dalla stonatura. Se impostato al livello massimo, o giù di lì, allora il programma correggerà quasi istantaneamente la nota sbagliata, aiutando così con l'intonazione, che sarà quasi priva di imperfezioni.
Tuttavia, è chiaro che esiste un'immensa fascia grigia intermedia fra un valore e l'altro, che difficilmente permette di stabilire un limite netto fra aiuto ed effetto.