07 Feb, 2025 - 10:00

È possibile la compensazione nella rottamazione delle cartelle esattoriali?

È possibile la compensazione nella rottamazione delle cartelle esattoriali?

La rottamazione delle cartelle esattoriali è molto apprezzata dai cittadini con debiti pendenti. Anche se non ha portato a casa i risultati sperati, a causa di norme un po’ troppo stringenti, ci sono molti cittadini che attendono con apprensione l’avvio di una possibile nuova edizione.

Tra attese e speranze, sorgono molte domande sulla definizione agevolata, tra cui una abbastanza interessante, ovvero se sia possibile compensare il debito derivante dalla rottamazione con i crediti fiscali disponibili o con eventuali crediti commerciali verso la Pubblica Amministrazione.

Allora, nel testo, è proprio questo quello che faremo: rispondere alla domanda e sciogliere ogni dubbio. Inoltre, vedremo anche quali sono le prospettive a medio-termine sulla possibilità di avvio di una nuova rottamazione e cosa potrebbe cambiare.

Si possono compensare i crediti nella rottamazione delle cartelle esattoriali?

Nonostante la rottamazione delle cartelle esattoriali sia una forma di sanatoria che, periodicamente, viene avviata (siamo quasi alla conclusione della versione quater), i cittadini continuano a farsi molte domande.

Tra le tante, troviamo il dubbio sulla possibilità di compensare i crediti proprio nella rottamazione delle cartelle esattoriali. Ovviamente, parliamo dei crediti fiscali disponibili o dei crediti commerciali eventualmente vantati nei confronti della PA.

Si tratta di un’evenienza non fattibile perché il versamento non può essere effettuato tramite il Modello di pagamento unificato F24, ma solo mediante domiciliazione sul conto corrente, seguendo le modalità determinate dall’agente della riscossione. Quindi, quanto detto preclude automaticamente la possibilità di compensare il debito con il Modello F24.

Come si compensano i crediti

Facciamo, allora, una breve panoramica sulle modalità di compensazione dei crediti. In linea generale, il contribuente ha la possibilità di compensare i crediti e i debiti nei confronti dei diversi enti impositori risultanti dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive.

Possono usufruire della compensazione tutti i contribuenti, inclusi quelli che non sono tenuti a presentare la dichiarazione in forma unificata, a condizione che abbiano un credito d’imposta risultante dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive.

A partire dal 1° luglio 2024, la compensazione dei crediti avviene esclusivamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

In base alle modiche introdotte, non è più possibile utilizzare la compensazione orizzontale nel caso in cui i debiti scaduti superino i 100.000 euro.

Passando al lato pratico, per compensare un credito si deve utilizzare il Modello F24, che permette di scrivere nelle sezioni dedicate nel modello gli importi a credito utilizzati e quelli dovuti. Il pagamento si esegue proprio per la differenza tra i debiti e i crediti.

Come funziona la sospensione del ruolo

Come abbiamo appena visto, il pagamento dei debiti da rottamazione può essere utilizzato per saldare le somme iscritte a ruolo. Prima di addentrarci nel discorso, sottolineiamo che il ruolo è il registro di tutti i processi pendenti davanti a quel determinato giudice.

Va precisato che la presentazione della domanda di definizione agevolata congela, di fatto, il carico iscritto, impedendo qualsiasi modifica diretta al debito. Se si effettua un pagamento parziale, si riattivano automaticamente i termini.

Tornando alle regole generali, quando il contribuente presenta la richiesta di sospensione, l'Agenzia delle entrate-Riscossione sospende la riscossione e invia la richiesta di verifica all'ente creditore. Una volta ricevuta, l’ente valuta la richiesta e informa il contribuente in debito solo in caso di esito negativo.

Per riassumere e per spiegare meglio come funziona, ricordiamo che la sospensione legale della riscossione è una misura presa dalle autorità fiscali e amministrative per interrompere temporaneamente l’obbligo di pagamento di alcune imposte, tasse o altri debiti tributari.

Cosa aspettarsi sulla rottamazione nel 2025?

Una nuova proposta potrebbe rappresentare un’importante opportunità per chi ha difficoltà a saldare le proprie pendenze tributarie: la rottamazione quinquies. O, almeno, così avrebbe dovuto essere. Infatti, la proposta di far rientrare la nuova rottamazione nel decreto Milleproroghe è andata in fumo.

La misura avrebbe dovuto semplificare il pagamento dei debiti fiscali, permettendo ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con modalità più facili. Infatti, prevede di estinguere i debiti eliminando una serie di costi aggiuntivi che spesso complicano il pagamento delle somme dovute al Fisco.

Rispetto alle versioni precedenti, la quinquies può arrivare fino a 120 rate mensili. Quindi, il saldo del debito può essere distribuito su 10 anni, anziché 5.

L'alternativa, allora, potrebbe essere una possibile riapertura dei termini della rottamazione quater per chi è decaduto. Ancora, però, non ci sono certezze in merito.

Per riassumere

Il testo parla della rottamazione delle cartelle esattoriali, una misura che permette ai cittadini con debiti fiscali di regolarizzare la loro posizione.

Nonostante non abbia ottenuto i risultati sperati a causa di normative troppo stringenti, molti attendono una nuova edizione. Viene spiegato che non è possibile compensare il debito tramite crediti fiscali o commerciali usando il Modello F24, ma solo con altri metodi.

Si approfondiscono anche le modalità di compensazione dei crediti e il funzionamento della sospensione del ruolo. Infine, si discute della possibilità di una nuova rottamazione, la "quinquies", che potrebbe semplificare ulteriormente il pagamento dei debiti fiscali.

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Sara Bellanza
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