Partigiani sì. Ma, ottant'anni dopo la liberazione dell'Italia dai nazifascisti, evidentemente dalla parte sbagliata. Sembra proprio la parabola dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani italiani. Nata per tramandare gli ideali di libertà, democrazia, pace e giustizia della Resistenza, di coloro che presero le armi contro il regime di Benito Mussolini e l'occupazione tedesca, oggi rischia di essere riconosciuta come una delle associazioni, in modo chissà quanto consapevole, più vicine al regime liberticida di Vladimir Putin.
L'ultimo episodio che induce a pensarlo è datato ieri, quando il presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo ha commentato in maniera allarmata una dichiarazione di Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, con la quale ha chiesto ai Paesi membri maggiori investimenti per la difesa europea.
Sta di fatto che l'Anpi è solo una delle realtà che fuori dal Parlamento spalleggia i partiti che da sempre si schierano contro la resistenza ucraina: il Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra che, anche ieri, in Senato, mentre si stracciavano le vesti davanti ai pericoli autoritari impersonati dal secondo mandato di Trump, sono state le uniche formazioni politiche a votare contro il decreto del governo Meloni che estende l'invio delle armi a Kyiv per tutto il 2025.
Ma la storia dell'Anpi è davvero emblematica.
Nel nome di un pacifismo senza se e senza ma, evidentemente falso perché non tiene conto di alcun tipo di giustizia, l'Associazione partigiani, a detta di molti, fin dal 24 febbraio 2022, il giorno dell'invasione russa in Ucraina, sembra essersi schierata di fatto con il regime di Putin. E ieri, la risposta che ha tenuto a dare il suo presidente Gianfranco Pagliarulo alla rappresentante Ue all'estero Kallas ha confermato che non fa nulla per confutare quest'accusa, anche dopo 1065 giorni di massacri (Bucha compreso), bombardamenti, rapimenti di bambini, violazioni di diritti umani e del diritto internazionale, minacce al resto dell'Europa.
Ma cosa ha detto Kaja Kallas di tanto grave da suscitare l'indignazione dell'Anpi? Le parole della rappresentante della commissione von der Leyen sono state queste:
Questa dichiarazione si inseriva in un ragionamento più ampio che con Kallas ha fatto anche Andrius Kubilius, neo commissario europeo per la difesa e lo spazio:
Un quadro sotto gli occhi di tutti. E davanti al quale Kubilius ha ricordato anche che
“il Segretario generale della Nato Mark Rutte e i servizi segreti degli Stati membri dell’Ue ci stanno avvertendo: se non facciamo nulla, tra cinque anni la Russia potrebbe essere pronta per uno scontro militare con la Nato e l’Unione Europea”
Come dire: riprendendo la locuzione latina, si vis pacem, para bellum. Se vuoi la pace, prepara la guerra.
Davanti all'allarme lanciato dalle autorità di Bruxelles, l'Anpi di Pagliarulo, però, ha commentato stravolgendo parole e concetti. Pagliarulo l'ha messa così:
In sintesi, quindi, si può dire che Pagliarulo dà la colpa della guerra all'Ue e all'Occidente ripetendo alla perfezione i concetti della propaganda di Putin. Anche a costo di alimentare fake news come quella dell'inefficacia delle sanzioni contro Mosca: fake smentita, oltre che dalle tensioni crescenti tra Putin e la governatrice della banca centrale di Mosca Elvira Nabiullina, tra gli altri, da Matteo Villa dell'Ispi nemmeno un mese fa:
???????? In Russia la situazione economica continua ad aggravarsi.
— Matteo Villa (@emmevilla) December 29, 2024
Nel 2025 le sole spese militari saranno praticamente identiche agli interi ricavi dalle esportazioni di petrolio, gas e carbone verso tutto il mondo.
1/3 pic.twitter.com/NyHmPNVXFX
Ma tant'è: Pagliarulo ha continuato imperterrito:
Peccato che l'articolo 11 della Costituzione che tanto viene citato dai pacifisti di casa nostra dovrebbe essere letto tutto:
Si rischia di fare eco alla propaganda anche dicendo mezze verità.
Ma qual è il profilo di Gianfranco Pagliarulo, il presidente dell'Anpi che mediaticamente sembra fare puntualmente da sponda alla propaganda russa? La sua biografia la si ritrova sul sito ufficiale dell'associazione: barese, classe 1949, è stato eletto a capo dell'Anpi nel 2020 e confermato 2022. Tra il 2001 e il 2006 è stato anche senatore in quota Comunisti Italiani.
Fatto sta che ora guida l'Anpi, l'associazione che più di ogni altra cosa dovrebbe promuovere i veri valori della nostra Costituzione, nata dall'esperienza della Resistenza proprio contro un regime totalitario come quello di Putin.
L'azione dell'Anpi dovrebbe essere un terreno comune a tutti i partiti che si riconoscono nella nostra Repubblica. Invece, ogni volta, nel nome di un presunto pacifismo, l'associazione non fa altro che marcare divisioni. Nessuno può meravigliarsi, ad esempio, che l'ex parlamentare Marco Taradash abbia voluto dedicargli questo post